Gli episodi oggetto d’indagine si sono verificati tra il 2010 e il 2011.
Centrale, nell’ambito dell’organizzazione, la figura di un medico (in servizio presso il CTO), nel frattempo deceduto.
Secondo quanto emerso in sede di indagine, il professionista avrebbe attestato patologie e traumi alle finte vittime in conseguenza dei sinistri fasulli.
In altri casi la documentazione medica era relativa a finti accessi in pronto soccorso. Riscontrata inoltre l’allegazione alle istanze risarcitorie di esami, soprattutto radiografie, relativi a pazienti del tutto ignari.
Nel complesso sono 47 i finti sinistri accertati dagli inquirenti; 53 invece le vittime fasulle.
