Il trentennale del primo scudetto: è l’argomento del giorno di casa Napoli, tra prima tappa e seconda con Re Diego Armando Maradona. La provincia di Salerno trent’anni fa fu in qualche modo partecipe di quel trionfo. In squadra con l’istituzione Peppe Bruscolotti, mastino difensivo di lunghissimo corso, nato a Sassano e cresciuto nella Pollese prima di spiccare il volo (tappa intermedia Sorrento, poi solo Napoli). In organico c’era anche il salernitano Massimo Filardi: destino infame per lui, grande talento che rimase ai box per l’intera stagione a causa di un infortunio che ne avrebbe pregiudicato il resto della carriera. E poi c’era lui, il principe dei massaggiatori, altra espressione di Salerno città: Salvatore Carmando, l’uomo che “suggerì” la monetina di Alemao a Bergamo, il baciato in testa da Maradona prima di ogni partita, uno che da giovane s’era fatto le ossa, anzi aveva aggiustato le ossa alla Paganese di De Pascale.

