Individuato l’intero commando: il ragazzo fu rapito per chiedere un riscatto di 1,5 milioni
Si è chiusa l’indagine sul sequestro a scopo di estorsione del 15enne figlio di un imprenditore di San Giorgio a Cremano, avvenuto l’8 aprile 2025. Nello stesso giorno del rapimento fu fermato, Amaral Pacheco De Oliveira, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Napoli, coordinate dalla DDA, hanno arrestato altri due componenti del commando.
Si tratta di un uomo già noto alle forze dell’ordine, ritenuto vicino alla camorra, e di suo cugino. Per entrambi l’accusa è sequestro di persona a scopo di estorsione, in concorso.
Il rapimento
La mattina dell’8 aprile il giovane fu afferrato e trascinato su un furgone, poi portato in un’abitazione nel quartiere Barra, a Napoli. Rimase otto ore ostaggio, legato a una sedia mani e piedi, con il volto coperto da un cappuccio.
Il commando chiese un riscatto di 1,5 milioni di euro, mai pagato. Il 15enne fu liberato nel pomeriggio nei pressi di uno svincolo della Tangenziale di Napoli, direzione Licola.
Le indagini
Il primo arresto avvenne poche ore dopo il rapimento, con il fermo di De Oliveira, poi convalidato dal gip che dispose la custodia cautelare in carcere.
Nel corso dell’inchiesta è emersa anche la posizione del padre del ragazzo, ora iscritto nel registro degli indagati per riciclaggio aggravato. L’iscrizione risale a una perquisizione eseguita il 16 luglio 2025 dalla Squadra Mobile e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza.

