Trattative sindacali ferme da prima della pandemia all’Asl: le sigle di categoria chiedono di essere convocati dai vertici dell’Azienda

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Un’immediata ripresa delle trattative sindacali, ferme ormai dall’esplosione della pandemia. A chiederlo sono, attraverso una lettera ai vertici dell’Asl, le segreterie provinciali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl.

“Riteniamo urgente l’avvio del confronto negoziale su una serie di materie ritenute prioritarie. A tal proposito, anche alla luce dell’attuale situazione, si rappresenta che il 15 dicembre scorso, Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e sindacati hanno sottoscritto, in chiave di interpretazione autentica, un protocollo sulla decadenza delle rappresentanze sindacali unitarie nel corso del triennio dalla loro elezione, all’interno del quale si sancisce che, in attesa della rielezione, le relazioni sindacali proseguono comunque con le organizzazioni di categoria firmatarie dei contratto nazionale di categoria”, hanno detto i segretari provinciali Antonio Capezzuto (Cgil Fp), Pietro Antonacchio (Cisl Fp) e Donato Salvato (Uil Fpl). “Pertanto invitiamo l’Asl a convocare le organizzazioni sindacali che hanno diritto al confronto negoziale, ritenendo tra le priorità da affrontare l’avvio della progressione economica orizzontale, atteso che l’ultima è stata espletata nel 2017 per gli aventi diritto alla data del 31 dicembre scorso; la definizione ed identificazione delle strutture cui applicare i benefici della deliberazione della Giunta Regionale della Campania e individuare le strutture, anche alla luce del fatto che sono indennità cumulabili tra loro; definire la ratifica della regolamentazione sull’orario di lavoro, materia ampiamente discussa, atteso che continuano, su ogni struttura, interpretazioni unilaterali e difformi a quanto previsto dalle norme contrattuali tra cui l’azzeramento ore in eccedenza e la mancata erogazione indennità di turno; – definitiva ratifica del Regolamento sui rappresentanti dei lavoratori sulla sicurezza e della mancata individuazione degli addetti al servizio di prevenzione e protezione; rispetto degli accordi sui coordinamenti, così come ratificati tra il 2016 e il 2019; immediata conclusione di tutti i concorsi attivati, anche per quelli riservati agli interni, a partire dalla conclusione delle procedure in itinere che sono passaggi orizzontali attivati ma fermi da oltre un anno, ma soprattutto quelli per assistenti amministrativi, collaboratori amministrativi e dirigenti dell’aree sanitaria, tecnica, professionale ed amministrativa, atteso che la conclusione delle procedure sarà funzionale a dare un assetto completo e definitivo nell’ambito delle relative strutture.

Appare evidente che in occasione del confronto negoziale, congiuntamente le parti definiranno un elenco di ulteriori materie da affrontare, atteso che sono numerose le problematiche che necessitano di un tavolo di contrattazione per la loro necessaria soluzione”, hanno concluso Capezzuto, Antonacchio e Salvato.