Trapianto di cuore negato: il giorno del dolore per Domenico e la sua famiglia

0
43
«Sono rimasta fino all’ultimo»: il racconto della madre del piccolo Domenico e la svolta nell’inchiesta
All'ospedale Monaldi di Napoli, la madre del bimbo ricoverato in gravissime condizioni dopo il trapianto di un cuore danneggiato, 16 FEBBRAIO 2026. ANSA / CIRO FUSCO


Il consulto dei massimi esperti italiani di trapianto cardiaco pediatrico ha stabilito che le condizioni del piccolo Domenico non consentono un nuovo intervento. Al fianco del bambino, ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli, restano i genitori Patrizia e Antonio, in una giornata che segna uno dei momenti più drammatici di una vicenda che ha commosso l’Italia intera.

È il giorno del dolore per Patrizia e Antonio, genitori di Domenico, dopo che il consulto tra specialisti provenienti dalle principali strutture sanitarie italiane impegnate nei trapianti di cuore pediatrico ha escluso la possibilità di un secondo intervento. Secondo il parere unanime degli esperti, le condizioni cliniche del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto.

La mamma è rimasta accanto al figlio prima e dopo la visita dei cardiologi, attendendo all’esterno durante il consulto per non turbare Domenico dal punto di vista emotivo e neurologico. Una presenza costante, silenziosa, fatta di carezze e parole sussurrate, in un reparto che da giorni è diventato il centro di una speranza sempre più fragile.

A riferire lo stato d’animo della famiglia è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori. La madre, spiega, è ormai consapevole che il figlio potrebbe non farcela, dopo aver ascoltato il parere di quello che definisce “il team dei maggiori esperti di tutta Italia”. Una consapevolezza maturata senza rabbia, ma con una compostezza che ha colpito profondamente l’opinione pubblica.

Il padre Antonio ha scelto invece il silenzio, provato da giorni di attesa e di angoscia. Patrizia ha raccontato di voler proteggere gli altri due figli, di cinque e undici anni, tenendoli lontani da un dolore troppo grande da comprendere. In questi giorni, la forza della madre di Domenico è diventata simbolo di una battaglia combattuta fino all’ultimo respiro, tra speranza e paura.

Domenico, affetto da una grave cardiopatia dilatativa, aveva affrontato il primo trapianto con il sorriso di un bambino descritto dalla madre come “un piccolo guerriero”, socievole e pieno di voglia di vivere. Il cuore resosi disponibile nelle ultime ore, purtroppo, non potrà essere destinato a lui e sarà assegnato a uno degli altri due bambini compatibili in lista urgente.

Il parere del Team di Esperti

Sul caso si è espresso anche Carlo Pace Napoleone, direttore della Cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino, membro del comitato di esperti che ha valutato la situazione clinica del piccolo. La decisione, spiegano i sanitari, è stata presa esclusivamente sulla base di criteri medici, senza margini per soluzioni alternative. Il verdetto è netto. Il piccolo non è più candidabile né a un nuovo trapianto né ad altre terapie chirurgiche. «Le condizioni sono troppo compromesse», spiega Pace Napoleone. Rispetto ai giorni precedenti, il quadro clinico è peggiorato drasticamente. Nella notte il bambino ha avuto una crisi settica che ha ulteriormente destabilizzato l’emodinamica, mentre l’emorragia cerebrale è risultata ancora in atto. Un intervento chirurgico avrebbe potuto aggravare in modo irreversibile la situazione neurologica.

«Non avrebbe tollerato un’operazione così impegnativa», chiarisce il cardiochirurgo. «Il problema non è solo il cuore, ma il quadro complessivo. La linea rossa era il cervello e purtroppo oggi dobbiamo prendere atto di una compromissione importante». Il bambino è in coma e, dopo la sospensione della sedazione avvenuta nella notte per valutare una possibile risposta neurologica, al mattino non era contattabile.

Esclusa anche l’ipotesi del cuore artificiale. «Con un’emorragia cerebrale in corso e un supporto extracorporeo già attivo, l’impianto di un VAD sarebbe stato insostenibile. Il rischio di spandimento ematico cerebrale è altissimo».

La decisione è stata collegiale e condivisa da tutti i membri dell’Heart Team. «Il nostro ruolo non era parlare con la famiglia, ma fornire un parere tecnico il più possibile lucido, meno coinvolto emotivamente. I colleghi del Monaldi si occuperanno del confronto con i genitori», sottolinea Pace Napoleone. Un compito difficile anche per i medici. «È un bambino piccolo. Non è bello vederlo così. Vogliamo poterlo restituire alla madre nella maniera più dignitosa possibile».

Il cuore pediatrico che si era reso disponibile non andrà perso. L’organo sarà destinato a uno degli altri due bambini in lista d’urgenza nazionale, entrambi classificati come emergenza di classe 1. «Esiste un algoritmo nazionale che stabilisce la sequenza in base a compatibilità, peso, gruppo sanguigno e condizioni cliniche. La valutazione è già stata fatta», spiega il medico. L’espianto dal donatore, che è stabile, verrà effettuato entro la notte.

Il dolore

Resta il dolore di una famiglia e di un Paese che, ancora una volta, si è stretto attorno a una madre capace di trasformare la propria sofferenza in un messaggio di dignità e umanità. In reparto, Patrizia continua a restare accanto a Domenico, certa che lui senta la sua presenza. Anche quando le parole non bastano più.

A Nola, città di origine della famiglia, per oggi è prevista una fiaccolata alle 18.30, in piazza Duomo. La città, dove risiede la famiglia, si mobilita per testimoniare vicinanza e affetto in un momento drammatico per il piccolo e i suoi genitori. La fiaccolata partirà dal Duomo e vedrà la partecipazione dei genitori di Domenico e dei legali della famiglia, insieme a cittadini che vogliono rendere omaggio alla forza del bambino e alla battaglia impossibile che sta affrontando.