Tragedia nei cieli di Fano, paracaduti intrecciati: due morti

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Il cielo sopra l’aeroporto di Fano, domenica mattina 14 dicembre 2025, era limpido. Le condizioni sembravano ideali. Un lancio come tanti, routine per chi vive il paracadutismo non come un azzardo ma come una disciplina fatta di metodo, esperienza e controllo. Poi, in pochi secondi, tutto si è spezzato. Due paracadutisti esperti, Ermes Zampa e Violetta Laiketsion, sono precipitati al suolo dopo che i loro paracadute si sono intrecciati in fase di discesa. Nessuna possibilità di salvezza. Nessun tempo per correggere l’errore.

Chi erano le vittime
Ermes Zampa aveva 70 anni, viveva a Fano ed era un volto conosciuto nell’ambiente del paracadutismo locale. Un istruttore, una figura di riferimento, uno di quelli che il cielo lo conosce metro dopo metro. Violetta Laiketsion, 63 anni, residente a Rimini, condivideva la stessa passione e la stessa esperienza. Non erano principianti, non erano alla prima discesa. Erano paracadutisti navigati, abituati a gestire situazioni complesse. Proprio per questo, la loro morte ha lasciato una ferita ancora più profonda.

Il lancio e l’attimo che cambia tutto
Sull’aereo c’erano quattordici persone. Il decollo, la salita, le procedure: tutto secondo protocollo. Poi l’uscita, uno dopo l’altro, come previsto. Nessun segnale di allarme immediato. Ma durante la discesa, a una quota stimata tra i trenta e i cinquanta metri, i due paracadute si sono incrociati. Un contatto fatale. Le vele hanno collassato, perdendo portanza. A quell’altezza non esistono manovre risolutive. Il tempo si misura in secondi, e quei secondi non sono bastati.

La caduta e i soccorsi
La precipitazione è stata violentissima. Chi si trovava a terra ha capito subito che si trattava di qualcosa di irreversibile. I sanitari del 118 sono arrivati rapidamente, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. I carabinieri hanno isolato l’area e avviato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. L’aeroporto, nel giro di pochi minuti, è passato dall’attività al silenzio assoluto.

Il racconto di chi era lì
Chi ha assistito alla scena parla di un evento improvviso, senza segnali premonitori. Il direttore della scuola di paracadutismo ha spiegato che non ha visto il momento esatto dell’impatto tra i paracadute, ma che tutto è avvenuto a una quota troppo bassa per tentare qualsiasi intervento. Li ha visti collassare, uno accanto all’altro, in una sequenza rapidissima. Un altro testimone ha raccontato che probabilmente non si sono visti, che dall’incrocio alla caduta sono passati pochissimi istanti. Troppo pochi per reagire.

Il peso dell’esperienza e l’imprevisto
Nel paracadutismo l’esperienza è tutto. Serve a prevenire, a leggere il vento, a calcolare le distanze, a mantenere il sangue freddo. Ma l’esperienza non annulla l’imprevisto. L’intreccio dei paracadute è uno degli scenari più temuti, soprattutto quando avviene a bassa quota. In quei casi, anche chi ha alle spalle centinaia o migliaia di lanci può trovarsi senza margine di manovra. È il confine sottile tra controllo e fatalità.

Una comunità sotto shock
Fano e Rimini si sono svegliate con una notizia che nessuno avrebbe voluto leggere. La perdita di Ermes Zampa e Violetta Laiketsion non è solo una tragedia sportiva, ma umana. Due persone unite dalla stessa passione, dalla stessa fiducia nel cielo, strappate via nello stesso istante. Nel mondo del paracadutismo, dove ci si conosce, ci si osserva, ci si affida l’uno all’altro, il dolore si moltiplica.

Il cordoglio della città
Il sindaco di Fano ha parlato di una notizia dolorosa che colpisce l’intera comunità. Ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime, sottolineando come la città si stringa attorno a chi oggi piange due vite spezzate. Parole misurate, ma cariche di un peso che va oltre il ruolo istituzionale. Perché quando una tragedia avviene così, davanti agli occhi di tanti, il lutto diventa collettivo.

Le indagini e le domande aperte
Ora spetta agli inquirenti ricostruire ogni dettaglio. Le attrezzature, le distanze tra i lanci, le condizioni ambientali, le traiettorie. Capire se si sia trattato di una coincidenza fatale o se vi siano stati elementi che possano spiegare meglio l’accaduto. Non per cercare colpe a tutti i costi, ma per dare risposte. Per evitare che accada di nuovo.

Quando il cielo smette di essere casa
Per chi pratica paracadutismo, il cielo non è solo uno spazio fisico. È un luogo familiare, quasi intimo. La tragedia di Fano ricorda quanto quel luogo possa diventare improvvisamente ostile. Due paracadutisti esperti, due vite piene, due storie diverse unite dallo stesso finale. Un lancio che doveva essere ordinario si è trasformato in un epilogo definitivo. E ora resta il silenzio, interrotto solo da una domanda che pesa più di tutte: come è potuto succedere così, e così in fretta.