Oggi i sopralluoghi e l’incidente probatorio, domani l’ispezione alla cabina è precipitata
Il cavo di trazione strappato dalla testa fusa, nei pressi della stazione di Castellammare di Stabia, mentre in quella del Monte Faito, la puleggia praticamente divelta.
Queste i due punti su cui si sono mossi i consulenti presenti anche quelli delle parti nell’incidente probatorio di oggi disposto dal gip di Torre Annunziata Luisa Crasta per fare luce sul disastro della funivia del Faito, costata la vita a quattro perone, tre turisti stranieri e il macchinista, il 17 aprile 2025.
Gli accertamenti irripetibili hanno preso il via a un mese esatto dal conferimento dell’incarico e riguarda l’intera area del disastro, che è ancora sotto sequestro. I consulenti delle parti sono stati affiancati dalla Polizia di Stato e dai vigili del fuoco.
La mattinata è stata spesa a valle mentre nel pomeriggio il gruppo si è spostato a monte.
A coordinare le indagini il pool di magistrati è composto dal procuratore Nunzio Fragliasso, dall’aggiunto Giovanni Cilenti e dai sostituti Giuliano Schioppi e Alessandra Riccio.
Al momento gli indagati sono 26, tra cui l’Eav, e alcuni suoi dirigenti compreso il presidente Umberto De Gregorio, i reati contestati, a vario titolo, sono disastro colposo, omicidio colposo e lesioni colpose.
Il sopralluogo di domani si concentrerà nel luogo, impervio, dove si trova la cabina precipitata: secondo quanto si è appreso in gruppetti di tre, i professionisti, equipaggiati e accompagnati dai vigili del fuoco, prenderanno visione della cabina e del luogo dove è precipitata.
La zona sarà monitorata anche da un drone.
Intanto si sta pensando alla rimozione e al ricovero dei resti della cabina, con molta probabilità con un elicottero.
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