L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, è scattata nel 2016, a seguito di una segnalazione dell’Asl di Caserta relativa ad un medico di base del distretto di Castel Volturno, risultato – nell’ambito di verifiche relative all’anno 2013 – un autentico «record-man» nell’emissione di ricette. A fronte di una spesa farmaceutica che annualmente si attesta sui 167 euro per ogni paziente, quella originata dalle ricette emesse dal medico del comune domizio si aggirava sugli 808 euro.
Ammonta a circa 300 mila euro il danno erariale per le false ricette – intestate anche a persone decedute – emesse dal medico di base e rimborsate tramite la farmacia dal Servizio Sanitario Nazionale.
Nel corso delle indagini – condotte da carabinieri – sono state esaminate 200mila ricette, sequestrate circa 1200 ricette in bianco e 3000 confezioni di farmaci privi delle fustelle, oltre a 500 fustelle segnaprezzo, timbri e materiale informatico.
I militari del Nas hanno passato al setaccio tutte le ricette in possesso del medico, scoprendo, anche grazie alle intercettazioni telefoniche, il suo stretto legame – come riferito dall’Ansa – con la farmacia Cristinziano. È emerso un patto illecito per cui il medico avrebbe emesso tra il 2013 e il 2016 ricette false per un valore di 800mila euro: il farmacista e i suoi collaboratori avrebbero provveduto ad asportare i bollini segnaprezzo dalla confezione dei farmaci e ad apporli sulla ricetta per poi chiedere il rimborso; i farmaci senza fustelle prendevano poi la strada dell’Ucraina, generando un ulteriore guadagno. Gli inquirenti hanno scoperto che gli stessi gestori della farmacia avrebbero emesso ricette usando timbri e ricettari forniti dal medico di base.

