Traffico di armi per rifornire i clan, 16 arresti anche tra le province campane

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Scoperto dai carabinieri traffico d’armi per rifornire clan camorra. I sedici provvedimenti di fermo sono stati eseguiti dai carabinieri nelle province di Napoli, Salerno, Caserta, Avellino e Latina. Le indagini coordinate dalla Dda di Napoli sono state avviate nel mese di febbraio del 2017 e sono state condotte in collaborazione con l’autorita’ giudiziaria e la polizia austriache. Fornitori ed acquirenti delle armi temendo di essere intercettati avevano ideato un linguaggio in codice per riferirsi ad armi e munizioni che, a seconda del calibro e della tipologia, venivano accostate a un modello piu’ o meno grande di autovettura. Quando si parlava di munizioni di faceva riferimento a lampadine. Temendo di essere intercettati sia i fornitori che i clienti avevano ideato un linguaggio in codice per riferirsi ad armi e munizioni che, a seconda del calibro o della tipologia, venivano accostate a un modello piu’ o meno grande di autovettura, a un genere alimentare o a una pratica automobilistica. Una pistola semiautomatica diventava cosi’ una “smart”, il calibro era una “cabriolet”, i revolver da 6 o 8 colpi divenivano forniture di “pomodorini” da 6 o 8 chili, una pistola calibro 38 diventava una “scarpa 38”, le munizioni venivano chiamate “lampadine” mentre i pagamenti erano le “pratiche” auto da espletare. Il gip ha emesso 16 ordinanze cautelari successive a fermi del Pubblico Ministero.