Tra Sarri e Mancini? Io sto con… Gasperini

All’Indomani della vittoria dell’Inter al San Paolo, nel quarto di finale di Coppa Italia, ci si aspetterebbe di trovare giornali colmi di titoloni atti ad esaltare l’impresa nerazzurra, la rivincita di Jovetic e dei problemi offensivi del Napoli in assenza di Gonzalo Higuain.

Ma l’indomani ciò non si verifica, anzi, l’attenzione si focalizza sul tema meno importante a livello calcistico ma più appetibile in termini di audience televisiva e visualizzazioni giornalistiche: gli insulti dell’allenatore toscano Sarri al collega Roberto Mancini, tacciato di avere gusti sessuali “particolari”.

L’accaduto è raccontato da Mancini in persona che al fischio finale si dirige in zona mista per le interviste di rito e spiega la sua versione dei fatti. A ruota è seguito da Sarri che si scusa pubblicamente per i termini utilizzati. La questione dovrebbe ritenersi conclusa. Dovrebbe, ma non è così.

La notizia fa il giro del mondo, giornali esteri e personaggi dalla dubbia fama parlano di razzismo, vittimismo e chi ne ha più ne metta. Il web si divide tra chi difende l’ingenuità (leggasi stupidità) del mister napoletano e chi ne chiede la squalifica a vita come per il peggiore dei criminali. La vittoria dell’Inter passa in secondo (se non in terzo) piano, Jovetic non se lo fila nessuno e l’assenza di Higuain viene dimenticata.

Normale amministrazione, per un paese come l’Italia non nuovo a focalizzare l’attenzione su argomenti di discutibile importanza, se non fosse per la completa mancanza di informazione e il disinteresse per un altro episodio riguardante un allenatore e alcune sue dichiarazioni tanto inaspettate quanto coraggiose.

Stiamo parlando di Gian Piero Gasperini, allenatore del Genoa, che appena dopo il match vinto contro il Palermo, come Mancini è corso in sala stampa e ha parlato di tutto fuorché di calcio. Lascia dichiarazioni in cui spara i nomi e i cognomi di tutti i pseudo-tifosi che aleggiano attorno alla società genoana, aspettando il momento giusto per sentenziare ed attaccare la propria squadra per favorire propri interessi (leggi l’articolo QUI).

Tira fuori un “segreto di Pulcinella” da sempre taciuto in un mondo come quello del calcio infangato da disonestà e omertà, in cui fa più scalpore un litigio puerile che una dimostrazione di coraggio ed attaccamento ad uno sport che sta perdendo di vista i propri valori e il proprio reale scopo: DIVERTIRE. E allora si che difendere Sarri o Mancini non fa differenza, l’unica differenza la fa Gasperini ergendosi ad ultimo baluardo del calcio pulito privo di frivolezze, che piace a tutti noi.

Massimiliano Aliberti