E’ stato un addio tra lacrime e commozione. Per Imma un addio silenzioso, sconcertante per la città di Torre del Greco, presente in quella chiesa, gremita. In quella stessa Basilica di Santa Croce, che già venerdì scorso ha ospito il funerale di Matteo Bertonati, Antonio Stanzione, Gerardo Esposito e Giovanni Battiloro, i quattro amici di Torre del Greco schiacciati dal crollo del ponte Morandi. La città ancora in lacrime per Maria Immacolata Marrazzo, avvocatessa di 43 anni uccisa dalla piena del Raganello durante un’escursione in Calabria, dove era in vacanza con la famiglia.
Un cuore adagiato accanto alla sua bara. Dono di Chiara e Michela, le figlie di Carmen Tammaro e Antonio Santopaolo, morti anche loro tra le gole del Pollino. Poi un cuscino di rose rosse, volute dal marito Giovanni, 43 anni, anche lui avvocato civilista, che stringe tra le lacrime i figli Angela e Mario, di soli 12 e 10 anni.
E’ per loro il messaggio inviato dal Cardinale Crescenzo Sepe, letto da don Giosuè Lombardo, il parroco che 12 anni fa sposò Imma e Giovanni. “Ancora dolore e lacrime a Torre, nobile terra dalla lunga e gloriosa storia di mare e marittimi. Mentre è ancora viva la sofferenza per i quattro giovani, la città e funestata dal dramma della mamma avvocato Imma Marrazzo. Come dice Papa Francesco, Dio perdona sempre, noi uomini qualche volta, la natura mai. Siamo senza parole, ma è forte l’esigenza di condividere il lutto ed i perché che si affollano. Queste vittime innocenti, giovani vite spezzate gridano risposte e giustizia. Non si può morire così, senza colpa. La vita è sacra e tutti abbiamo dovere di rispettarla e farla rispettare. Quando non si muore per malattia o consumarsi del corpo, si muore per violenza. È violenza anche quella dei colletti bianchi. Quali parole possiamo adesso rivolgere a Giovanni ed ai suoi piccoli figli? Non bisogna aspettare eventi luttuosi per affrontare questioni annose, per realizzare cose necessarie e trovare risorse finanziarie. Preghiamo perché non ci siano più vittime innocenti per irresponsabilità altrui. Imma ha speso bene la sua giovane vita, tra famiglia, lavoro, comunità spirituale e sociale. Guadagnandosi il rispetto. Preghiamo per i suoi cari”.

