Con una nota ufficiale, l’Asl Napoli 3 Sud è intervenuta in merito alle recenti problematiche emerse in relazione al Centro polifunzionale San Giuseppe di Torre del Greco.
«Il Comune di Torre del Greco ha un rapporto convenzionale con il centro polifunzionale San Giuseppe per attività esclusivamente sociali. Risulta che i disabili ospitati siano 35, di cui 21 autonomi e 14 medio-gravi non autonomi. L’accesso alla struttura è avvenuto con modalità all’Asl sconosciute, in rapporto convenzionale tra centro e comune. Risulta, inoltre, che il comune ha esaurito i fondi a settembre, determinando di conseguenza l’interruzione del servizio, con la possibilità di riprendere le attività con ulteriori fondi comunali per il sociale “puro”.
A quanto pare, i 14 disabili medio-gravi ospitati non potrebbero continuare a restare nel centro per la particolare gravità della malattia, come affermano i funzionari del comune in ossequio ad una disposizione della Regione. Il distretto sanitario di Torre del Greco (Asl Napoli 3 Sud) viene coinvolto a fine agosto dal funzionario dell’Ufficio di Piano del comune con richiesta di inserimento in Progetti Terapeutici Riabilitativo Individuali (Ptri).
I Ptri sono livelli assistenziali socio-sanitari in compartecipazione per favorire il potenziamento e consolidamento delle capacità e competenze presenti nei disabili autonomi, anche ai fini del possibile inserimento sociale e lavorativo. Cosa centrano i disabili medio-gravi con questo percorso? Martedì mattina (16 ottobre) i familiari di questi pazienti sono stati ricevuti dalla direzione sanitaria del distretto di Torre del Greco.
Dall’incontro è emerso che godono già di assistenza sanitaria. Il distretto si è ben relazionato con le famiglie e ha dato piena e immediata disponibilità per fare chiarezza su quanto sta succedendo, invitando ciascun familiare dei disabili medio-gravi a incontrarsi con l’unità operativa riabilitazione per raccogliere i veri bisogni delle famiglie e decodificarli
correttamente, per dare una risposta personalizzata a ciascun paziente disabile».

