Torre Annunziata, tutto prescritto, l’inchiesta finisce in una bolla d’acqua…

Gori SpA assunse 674 persone soltanto perché segnalate dai politici locali, su ordine dell’allora Ad Stefano Tempesta, scelto da Acea, e da altro management proveniente dalla multiutility romana.  Lo afferma la Procura di Torre Annunziata in 17 pagine depositate al termine di un’inchiesta durata quasi 10 anni e inghiottita nei giorni scorsi dall’archiviazione per prescrizione. Secondo la Procura, Acea, che in virtù dei patti parasociali guidava Gori attraverso il 37% intestato alla società veicolo Sarnese Vesuviano srl, decise consapevolmente di prendere personale poco qualificato, purché raccomandato. E per questo c’era bisogno del beneplacito dei politici. Ovvero sindaci e amministratori dei 76 Comuni azionisti dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, detentore del 51% delle quote e dunque “controllore” di Gori-Acea, coi quali si approvavano i bilanci e i piani di sviluppo di Gori: venivano nutriti e addomesticati con le assunzioni clientelari del loro “elettorato”. “Incarichi e retribuzioni sono dipese solo dal peso del politico segnalante”, sostiene il pm. L’intera logica ‘speculativa’ non fu ostacolata, perché chi avrebbe dovuto controllare non lo fece e in qualche caso andò a lavorare dai controllati. La Procura sottolinea che il primo presidente dell’Ente d’Ambito fu l’ex vicesindaco di Castellammare di Stabia, Alberto Irace, che nel 2007 “improvvisamente lasciava la poltrona per accettare l’incarico propostogli di dirigente proprio in Acea”. Negli anni successivi ne diventerà amministratore delegato, dopo aver lavorato in Toscana come  Non ci sono più reati perseguibili. Fatti vecchi, gestioni risalenti a una decina di anni fa.Prescritto tutto, compreso un episodio di corruzione e un altro di frode in pubbliche forniture a Capri. I 26 indagati possono tirare un sospiro di sollievo.