Onore delle armi e saluto commosso da parte dei suoi collaboratori, poi le parole di congedo dell’ormai ex procuratore capo Alessandro Pennasilico: “Sono state tante le battaglie condotte da quando nel 2012 mi sono insediato qui. Dal disastro del Sarno alla Deiulemar, passando per il crollo della palazzina a Rampa Nunziante. Tutto è partito dal messaggio lanciato con lo sgombero e la chiusura di Palazzo Fienga. Ma la maggior parte del merito va al lavoro quotidiano dei nostri uffici. E’ stato grazie a loro se oggi lascio la Procura con un invidiabile prestigio”. “Tra le perle di una carriera brillante va ricordata quella di Palazzo Fienga, in cui ha saputo rendere concreta ciò che sembrava, una illusione. Sgomberare il simbolo indiscusso del potere criminale a Torre Annunziata, grazie alle sue capacità visionarie”. E’ il messaggio di saluto del procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli nella cerimonia di pensionamento per il procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Torre Annunziata. Due ore di interventi nell’aula Siani del foro oplontino, pieni di ricordi e imprese scandite nel tempo, nel segno della lotta al crimine e verso un unico obiettivo, la giustizia. “Oggi non è una giornata semplice – ha spiegato nel corso del suo intervento il presidente del Tribunale Ernesto Aghina, dopo una standing ovation riservata a Pennasilico al momento del suo ingresso in aula -. Non invidiamo il suo successore che prenderà un’eredità complessa ma che ha portato risultati autentici. Alle mie spalle c’è la scritta ‘La legge è uguale per tutti’. A volte si polemizza sul fatto che il magistrato debba averla davanti e non alle spalle. Io sono sicuro che per Pennasilico non ci sia bisogno di leggerla perché da tempo l’ha impressa nel cuore”.

