Torre Annunziata, operazione antidroga “Lady Poverelli”

Personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Torre Annunziata, in esito a un’articolata e complessa attività d’indagine volta al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di:

• Rita FERRAIUOLO di anni 37;

• Andrea EVACUO di anni 40;

• Pasquale EVACUO di anni 23;

ritenuti responsabili in concorso tra loro del reato di cui all’art. 73 del D.P.R. 309/90 aggravato ex 112 c.p. per essersi avvalsi di persone minori di anni 18 e di un minore non imputabile di anni 10.

Nel corso della perquisizione operata durante l’arresto di Rita Ferraiuolo, all’interno del palazzo sito al Parco Poverelli, ove insisteva l’attiva piazza di spaccio, in una fessura è stato rinvenuto un involucro contenente circa 20 grammi di cocaina, e si è proceduto al sequestro della sostanza a carico d’ignoti, mentre la Ferraiuolo Rita è stata accompagnata in ufficio e poi ristretta presso la Casa Circondariale Femminile in Pozzuoli.

Contestualmente, si è eseguita la medesima misura nei confronti di Andrea EVACUO e Pasquale EVACUO, rispettivamente marito e figlio della Ferraiuolo, questi ultimi già ristretti presso la Casa Circondariale di Poggioreale di Napoli.

Tutti i soggetti coinvolti nella vicenda annoverano precedenti per recidive violazioni della disciplina sugli stupefacenti.

L’attività di indagine, svolta dal 13.01.2018 con condotta perdurante sino al 24.09.2018, e con ulteriori successivi riscontri anche nei mesi scorsi, ha consentito di accertare che al primo piano di una delle palazzine dell’agglomerato conosciuto come “ Palazzine dei Poverelli “, era stata allestita una piazza di spaccio di sostanze stupefacenti che faceva capo alla famiglia EVACUO/FERRAIUOLO.

In particolare la donna, Rita Ferraiuolo, ha dimostrato una spiccata attitudine nell’organizzazione dell’attività, mentre il marito Evacuo Andrea, pur sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, partecipava attivamente alle cessioni ai soggetti che si recavano al domicilio, mentre il figlio Pasquale, ex calciatore del Sorrento, operava le consegne dello stupefacente recandosi nei luoghi di volta in volta stabiliti, spingendosi sino alla penisola sorrentina ove, in virtù delle conoscenze acquisite, aveva accreditato la propria immagine di “pusher”.

Proprio all’indirizzo del domicilio di EVACUO Andrea, la sera del 15 dicembre 2018, alcuni soggetti ignoti esplodevano all’indirizzo della veranda esterna della sua abitazione 12 colpi di pistola e nell’occasione un colpo feriva accidentalmente un uomo, che in quel momento si trovava nell’abitazione.

L’attività di spaccio era continua. Gli indagati peraltro, utilizzavano l’appartamento di residenza (il cui ingresso è ben protetto da una grata in ferro) come una vera e propria casa dello spaccio.

I poliziotti, avvalendosi di attività tecniche disposte dalla Procura, hanno accertato il grosso volume di affari della “piazza di spaccio”.

Le cessioni di droga venivano compiute prevalentemente dai pusher che di volta in volta si alternavano nella conduzione materiale dello spaccio, tutelati da vedette che monitoravano con perlustrazioni e vigilanza l’intera area, proprio sul viale principale delle Palazzine.

Gli spacciatori esaudivano le richieste di stupefacente che ogni singolo acquirente prenotava contattando direttamente la donna o il marito i quali, raccolti gli ordinativi, ne organizzavano la consegna che variava a seconda delle circostanze o della familiarità dei rapporti maturati con l’acquirente.

Le indagini hanno consentito di individuare ogni singolo pusher, vedetta e fiancheggiatore.

Inoltre è stato possibile sequestrare la cocaina venduta e segnalare ai Prefetti di Napoli e Salerno ogni singolo acquirente per le violazioni amministrative a norma dell’art.75 D.P.R. 309/90. Si è trattato molto spesso di violazioni reiterate poiché gli acquirenti, provenienti dall’hinterland napoletano e salernitano, anche dopo il sequestro della sostanza stupefacente, non esitavano a contattare nuovamente i pusher per acquistare nuove dosi.