Torre Annunziata, foto choc: Michele Riggi ritratto a testa in giù

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La campagna elettorale a Torre Annunziata si infiamma dopo la pubblicazione su Facebook di una foto che ritrae Michele Riggi, candidato di Fratelli d’Italia, a testa in giù. L’immagine, accompagnata dalla frase «Ora sapete chi non votare, ma a testa in giù. Perché a Torre Annunziata non sono ammesse opinioni politiche», ha subito scatenato indignazione e condanna.

«Sono rammaricato per un post apparso sui social che ritrae la mia immagine a testa in giù – ha dichiarato Riggi – Non mi preoccupa tanto l’atto in sé, quanto il clima di tensione che si sta creando attorno ai candidati di Fratelli d’Italia e, in particolare, nei confronti della nostra leader Giorgia Meloni».

Il candidato ha definito il gesto un atto da condannare, simbolo di un’intolleranza che travalica il confronto politico. Riggi ha ricordato come episodi analoghi si siano già verificati a Castellammare di Stabia, dove manifesti raffiguravano la premier Meloni capovolta. “Io rispetto sempre le opinioni altrui, anche quando non le condivido”.

Il sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo, prende le distanze da questo atto e lo condanna.

“Ho posizioni e opinioni politiche diverse da quelle di Michele Riggi, ma rispetto l’uomo e la sua storia. Mai il confronto politico dovrebbe oltrepassare i confini del rispetto e della civiltà: è questa la prima regola di una democrazia matura. Per questo sono vicino a Michele per il vile post che lo ha colpito durante la sua campagna elettorale. Ci stiamo abituando a una politica fatta di odio, insulti e polarizzazione, che allontana i cittadini e svuota di senso l’impegno pubblico. Spesso chi critica violentemente e alimenta l’odio sui social lo fa perché non sa confrontarsi davvero, perché rifugge il dialogo e la complessità del ragionamento. Se tutti gli haters trasformassero il loro odio in passione civile, se avessero il coraggio di confrontarsi con idee diverse, se prima di pretendere di avere ragione provassero almeno a comprendere, ne guadagnerebbero tutti: la politica, il governo, le amministrazioni e soprattutto la comunità”.