Territori da scoprire: il centro termale di Latronico in Basilicata

In provincia di Potenza, una natura imponente accoglie gli ospiti del centro termale di Latronico.

All’ingresso della Valle del Sinni, alla base delle tre cime che sfiorano i 2000 m del Monte Alpi, il centro si trova a circa 5 chilometri dall’abitato di Latronico, nella località “Calda”, e offre la possibilità di vivere un’esperienza capace di rigenerare il corpo e lo spirito.

Latronico è una cittadina a 900 m di altitudine tra le asperità dell’Appennino Lucano, e permette di immergersi in una realtà lontana da quella frenetica a cui si è solitamente esposti.

Il centro storico da visitare, mostra vicoli stretti dove le case sono costruite in pietra lavorata e marmi del Monte Alpi; la scoperta dei “Calanchi”, tipiche formazioni createsi nella roccia erosa dal vento e dalla pioggia nel tempo; i  numerosi siti archeologici da visitare, tra cui le Grotte di Calda, composte da cinque cavità naturali, rinomate per le formazioni stalattitiche e per essere la testimonianza dell’insediamento umano in epoca preistorica, i cui reperti sono custoditi nel locale Museo Archeologico; il “Colle dei Greci”, sito in cui sono emerse necropoli risalenti al periodo della Magna Grecia, dove è stato ritrovato il “Pesce fossile” racchiuso in una lastra di pietra alle pendici del Monte Alpi, contribuiscono a creare un’atmosfera ricca di sorprese e di interesse culturale.

Ai confini regionali con Campania e Calabria, la Basilicata è un territorio ancora tutto da scoprire e Latronico ne è l’esempio; dista una ventina di chilometri dalle località, più turistiche, di Sapri e Maratea.

Il centro termale gode della presenza di acque terapeutiche presso le grotte di Calda (il cui nome sta a indicare le proprietà terapeutiche dell’acqua), note sin dalla preistoria; infatti, in suddetti siti, ricerche archeologiche hanno riportato alla luce stipi votive, considerate dagli addetti ai lavori, depositi sacri legati al culto delle acque salutari.

Al 1732 risalgono le prime testimonianze scritte che esaltano la salubrità delle acque, e al 1842 le prime analisi scientifiche, ad opera del chimico Grocco, per valutarne le qualità curative.

Le Terme trovano alimento da due fonti di acqua benefica: la Grande sorgente e la Piccola sorgente, la prima classificata come bicarbonato calcica, e la seconda come bicarbonato calcico sulfurea, entrambe alla temperatura di 22°, idonee a curare malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e auditivo; adatte anche per le malattie epato-biliari e gastro-enteriche; per i disturbi reumatici dell’apparato osteo-miscolare.

I principali trattamenti a cui sottoporsi, riguardano la fangoterapia e le inalazioni.