Nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2026, alle ore 01:28:41 (ora italiana), la terra ha tremato nel Cilento con un sisma di magnitudo ML 4.5. L’evento sismico ha avuto epicentro a circa 2 km a nord-ovest di Montecorice, in provincia di Salerno, Campania.
Secondo i dati ufficiali dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), la Sala Sismica di Roma ha localizzato l’ipocentro a una profondità eccezionale di 319 km. Si tratta di un terremoto profondo, tipico della zona di subduzione del Tirreno meridionale.
Perché un sisma così profondo non ha causato danni?
La profondità di 319 chilometri è la chiave per comprendere l’assenza di conseguenze sulla superficie. Nei terremoti ipocentrali così profondi (generalmente > 300 km), l’energia si dissipa in gran parte durante il tragitto verso l’alto. Questo riduce drasticamente l’intensità macrosismica percepita in superficie, anche quando la magnitudo è relativamente elevata.
Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone, cose o edifici, né richieste di intervento ai vigili del fuoco o alla protezione civile locale.
Comuni più vicine all’epicentro
I centri abitati potenzialmente più interessati (entro 10 km) includono:
- Montecorice (SA) – circa 2 km
- Castellabate (SA) – circa 4 km
- Perdifumo (SA) – circa 5 km
- Serramezzana (SA) – circa 6 km
- San Mauro Cilento (SA) – circa 7 km
- Laureana Cilento (SA) – circa 9 km
Molti residenti, soprattutto ai piani alti, hanno percepito distintamente la scossa, descritta come un forte boato seguito da dondolio.
Terremoti profondi nel Tirreno meridionale: un fenomeno ricorrente
Eventi di questa tipologia si verificano periodicamente nella zona del mar Tirreno meridionale, dove la placca ionica si immerge sotto quella tirrenica. Profondità superiori ai 250-300 km sono comuni in quest’area e spiegano perché magnitudo intorno a 4.5-5.0 possano essere registrate senza effetti distruttivi in superficie.
Per aggiornamenti in tempo reale si consiglia di consultare direttamente il portale ufficiale: https://terremoti.ingv.it/

