Una sentenza di nove pagine, scritta dal professore Sergio Santoro, presidente della Corte federale d’appello ed ex presidente del Tar del Lazio, insieme ad altri quattro giudici. A sezioni unite la Cfa ha disposto la retrocessione all’ultimo posto in classifica del Messina e la conseguente ammissione della Vibonese in Serie C. La Corte ha pubblicato poche ore fa le motivazioni che rendono ulteriormente giustizia e che mettono praticamente fine ad una vicenda ormai chiara e definita.
Il Messina ha giocato senza polizia fidejussoria e la mancata produzione è inadempimento che “non soltanto costituisce illecito disciplinare, ma che esclude l’ammissione al campionato”. Per i giudici è quindi venuto meno un presupposto indispensabile e necessario, non solo per l’iscrizione, ma anche per la regolare partecipazione al campionato di Lega Pro del Messina. Un concetto ribadito a chiare lettere e in più circostanze dalla Corte che ha giudicato non solo ammissibile il ricorso della Vibonese (contrariamente al Coni e al Tribunale nazionale federale) ma lo ha accolto in tutto e per tutto con motivazioni che non lasciano aditi a dubbi: “E’ accertato – scrivono – che il Messina ha disputato e portato a termine il campionato di Lega Pro, stagione sportiva 2016-2017, senza la prescritta, necessaria ed indispensabile garanzia fidejussoria. Considerato che ciò si traduce nel venir meno di uno dei requisiti imprescindibili per la partecipazione al campionato, tenuto conto – nel caso di specie – essendosi già concluso il campionato di cui trattasi ed essendosi anche disputata la fase dei play out, la prevista sanzione della esclusione della società si traduce nella retrocessione del Messina all’ultimo posto in graduatoria”.
Quanto alla richiesta di reintegro della Vibonese per scorrimento della graduatoria, ciò non costituisce autonoma domanda giudiziale “bensì – precisano i giudici – una mera conseguenza del presente provvedimento emesso nel confronti del Messina cui ottempererà la competente Lega Pro in conseguenza dell’avvenuta modifica della graduatoria della classifica del suddetto campionato”. Un ordine, dunque, perentorio a Gravina a riammettere la Vibonese, ancor prima della ratifica della Figc che è un atto dovuto.
Esclusa la possibilità che la Lega Pro possa opporsi alla sentenza non essendosi costituita nel procedimento e non avendo alcun interesse tutelabile. Improbabile che lo faccia la Federcalcio e, in particolare, Tavecchio che dovrebbe ricorrere contro una sentenza da lui stesso firmata. Il caso insomma è chiuso. La Vibonese è in Serie C. Non resta che prenderne atto.
