Telefoni dell’Unisa usati per scopo privato: dirigente rischia processo

In due erano finiti sotto inchiesta per l’uso non didattico di tre telefoni cellulari: due dipendenti del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Elettrica e Matematica, Ciro D’Apice e Mario Vento.

Archiviata la posizione di D’Apice, i cui legali hanno dimostrato che i telefoni non erano mai stati utilizzati per uso personale ma per esigenze didattiche, «ben illustrate e provate in memoria».

Richiesta di rinvio a giudizio, invece, per Mario Vento, accusato di aver inserito la sua personale scheda Sim nel cellulare acquistato dal Dipartimento. La tesi sostenuta dal suo difensore è incentrata sul fatto che «tale comportamento sarebbe stato indotto, in buona fede, da un provvedimento amministrativo che aveva costretto Vento a trasformare una Sim, intestata all’Università, in una a lui intestata, mantenendo lo stesso numero di telefono, che sarebbe stato sempre usato per esigenze connesse al suo status di Direttore del Dipartimento».

La sua posizione – dopo la richiesta di rinvio a giudizio – sarà adesso valutata dal Gip in sede di udienza preliminare. Vento è indagato formalmente con l’accusa di peculato.

La vicenda riguarda i tre telefoni cellulari acquistati dall’ufficio alla fine del 2014: due Iphone 6 assegnati a D’Apice ed un Iphone 6 plus nelle disponibilità di Vento.

Gli apparecchi servivano alla realizzazione di App su dispositivi smartphone e alla loro valutazione.

Tempo dopo, l’Università segnalò con una circolare la «non corretta gestione dei contratti attivati», richiamando una direttiva ministeriale del 30 ottobre 2001 che – in ottica di contenimento della spesa – subordinava l’uso di telefonia mobile alle sole esigenze di reperibilità del beneficiario. Successivamente, alla procura nocerina giunse un dettagliato esposto anonimo sulla stessa circostanza, spingendo la polizia giudiziaria ad eseguire accertamenti sull’uso di quei cellulari, con le indagini coordinate dal sostituto procuratore Amedeo Sessa.