Campagne di raccolta fondi, iniziative culturali e indagini in corso dopo il rogo che ha colpito uno dei simboli della cultura partenopea
All’indomani del devastante incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro, Napoli si ritrova ferita ma non sola. Uno dei luoghi più rappresentativi della memoria culturale cittadina, affacciato su via Chiaia, è stato avvolto dalle fiamme nella notte tra il 16 e il 17 febbraio, lasciando dietro di sé danni ingenti e un senso diffuso di smarrimento. Ma la risposta del mondo della cultura è stata immediata e compatta.
I sei Teatri Nazionali italiani hanno annunciato una mobilitazione congiunta, stringendosi in un abbraccio simbolico alla proprietà, ai gestori, agli artisti e a tutta la comunità napoletana. Il Teatro di Napoli, il Teatro di Roma, il Teatro di Torino, il Teatro di Genova, il Teatro del Veneto e Emilia Romagna Teatro Ert hanno deciso di promuovere una campagna di sensibilizzazione rivolta al proprio pubblico per sostenere concretamente il ritorno alla luce del palcoscenico partenopeo.
Il messaggio condiviso è chiaro: il Teatro Sannazaro non è solo un edificio, ma un simbolo identitario che appartiene all’intero Paese. Per questo, nelle prossime ore, nei foyer e sui canali ufficiali dei Teatri Nazionali verrà diffuso l’IBAN di un conto dedicato, attraverso il quale gli spettatori potranno contribuire con donazioni dirette alla rinascita del teatro.
La situazione a Chiaia dopo l’incendio
Sul fronte operativo, i Vigili del Fuoco hanno comunicato di aver completamente estinto l’incendio e messo in sicurezza l’area. Lo ha confermato anche il Centro di Coordinamento dei Soccorsi, riunitosi in Prefettura sotto la guida del prefetto Michele di Bari. La viabilità in via Chiaia è stata ripristinata e i titolari delle attività commerciali hanno potuto fare rientro nei propri locali. Anche la Chiesa di Santa Maria della Mercede, non coinvolta dal rogo, ha ripreso regolarmente le funzioni religiose.
Resta invece interdetto l’accesso ad alcune unità immobiliari, sia per consentire le verifiche statiche sia perché sottoposte a sequestro dall’autorità giudiziaria. Le forze dell’ordine e la Polizia locale continuano a presidiare la zona con servizi antisciacallaggio attivi ventiquattro ore su ventiquattro.
Monitoraggi ambientali e indagini
Intanto sono arrivati i primi risultati del monitoraggio ambientale effettuato dall’Arpac sulle sostanze potenzialmente tossiche disperse in atmosfera. Le analisi su diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili, avviate nel quartiere Chiaia subito dopo l’incendio, hanno evidenziato valori ampiamente inferiori ai limiti di riferimento utilizzati dalla comunità scientifica.
Sul piano giudiziario, la Procura di Napoli ha disposto una perizia per chiarire le cause del rogo che ha distrutto il teatro. Gli inquirenti ipotizzano il reato di incendio colposo a carico di ignoti. Alle parti offese è stato notificato l’avviso per la nomina di eventuali periti di parte, mentre nelle ultime ore è stato utilizzato anche un drone dotato di termoscanner per supportare le attività investigative.
Napoli non molla il Sannazaro
Accanto alle istituzioni culturali nazionali, anche il tessuto associativo cittadino si è attivato. L’associazione Le Mani di Napoli ha espresso profonda vicinanza alla famiglia Sansone, storica anima del teatro, annunciando l’organizzazione di una edizione straordinaria di “Napoli Crea – Made in Italy”, interamente dedicata al sostegno del Sannazaro. Via Chiaia dovrebbe trasformarsi in un grande spazio urbano di cultura, artigianato e partecipazione, con fondi interamente devoluti al teatro.
La ferita è profonda, ma il segnale che arriva da Napoli e dal resto d’Italia è forte e condiviso: il sipario del Teatro Sannazaro potrà tornare ad alzarsi, sostenuto da una rete di solidarietà che vede nella cultura un bene comune da difendere e ricostruire.

