Tangenti per gare d’appalto in Marina: primo caso di donna militare in manette

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“Non faccia copia e incolla, altrimenti finiamo tutti in galera”; queste le parole di Francesca Molo, tenente di Vascello nonché prima militare donna italiana, arrestata per aver ricevuto mazzette con lo scopo di truccare una gara d’appalto della Marina militare per il servizio di pulizia e sanificazioni: un contratto di tre anni presso le sedi di Napoli e Taranto. La Guardia di Finanza ha intercettato le telefonate della tenente Molo, del  capo della Maricommi della Marina Giovanni Di Guardo e l’imprenditore Vincenzo Pastore, interessato ad ottenere l’appalto per una cifra pari a 200mila euro, versati a Di Guardo. Quest’ultimo aveva già un precedente per truffa, ignorato nel momento in cui era stato chiamato a Taranto ai fini di riportare una situazione di trasparenza laddove già in passato c’era stato lo scandalo delle tangenti da parte di alcuni ufficiali della Marina.

Giovedì scorso Di Guardo viene arrestato, sorpreso con una busta contenente 2.500 euro, un acconto della cifra totale che Pastore gli avrebbe poi fatto recapitare, somma che il capo della marina militare non ha saputo giustificare. Ricostruendo i fatti, a quanto pare Pastore aveva partecipato alla gara ma il suo progetto risultava peggiore rispetto a quello degli altri concorrenti così aveva trovato una strada diversa per ottenere l’incarico. Una telefonata testimonia la presenza dell’imprenditore e dei due ufficiali mentre escogitano la maniera di risolvere la situazione: a Pastore viene consegnato il progetto migliore per copiarlo, apportando però alcune modifiche. I tre sono stati arrestati, ma questa è soltanto la punta dell’iceberg: le indagini proseguono e, a quanto pare, sotto c’è qualcosa di molto più grosso in quanto gli indagati facevano parte di un’organizzazione in grado di manovrare numerosi altri appalti.

 

Assunta Rossi