Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si è pronunciato sulla proposta di riapertura del condono edilizio del 2003 contenuta in un emendamento di Fratelli d’Italia alla manovra, chiarendo la necessità di un approccio prudente e graduato. Intervistato a Napoli, Tajani ha sottolineato che la questione non può essere affrontata in modo generalizzato, ma richiede valutazioni specifiche per ogni singolo caso.
“Per alcune abitazioni si può pensare a un condono, per altre, quelle pericolanti e a rischio per i cittadini, no. La questione va quindi affrontata caso per caso, bisogna vedere quali immobili possono essere sanati e quali no”, ha spiegato il ministro. Tajani ha evidenziato il rischio concreto che in Campania, se la problematica non viene gestita correttamente, si possano verificare abbattimenti che lasciano famiglie senza casa, creando un problema sociale significativo.
Il vicepremier ha invitato a una gestione della materia “con serenità, senza dogmatismo”, sottolineando che ogni decisione dovrà bilanciare sicurezza, legalità e tutela dei cittadini. La posizione di Tajani punta a garantire che eventuali sanatorie vengano applicate solo in contesti sicuri, escludendo gli immobili che rappresentano un pericolo reale per chi vi abita o per l’area circostante.
In questo quadro, l’attenzione si concentra quindi su un’applicazione mirata del condono, capace di risolvere situazioni ingiuste senza compromettere la sicurezza pubblica, evitando provvedimenti generici che potrebbero alimentare ulteriori rischi o conflitti sociali. La decisione definitiva, ha concluso Tajani, dovrà essere presa dopo un’attenta valutazione di ogni singolo caso, garantendo equilibrio tra tutela dei cittadini e regolarizzazione delle situazioni edilizie irregolari.

