
Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepremier, ha sottolineato in un’intervista l’importanza strategica della Campania e di Napoli nel panorama politico e istituzionale italiano, ponendo l’accento sul ruolo del centrodestra nelle prossime elezioni regionali e politiche. Il vicepremier, che ha appena appreso il passaggio alla votazione all’Onu della proposta italiana per la «tregua olimpica» sostenuta da oltre 160 Paesi, ha commentato il significato simbolico della decisione: «Non mi illudo che le guerre possano cessare all’improvviso, ma il segnale c’è, e noi rafforzeremo gli sforzi per la pace».
Tajani sarà a Napoli per un evento legato alla giustizia, occasione che richiama un episodio storico del 1994, quando Silvio Berlusconi, allora alla guida di un vertice internazionale nella città partenopea, ricevette un avviso di garanzia che segnò una cesura nella percezione dell’equilibrio dei poteri in Italia. Per Tajani, l’iniziativa del centrodestra a Napoli serve anche a illustrare al pubblico l’importanza del sostegno al Sì al referendum sulla riforma della giustizia, evidenziando casi di cittadini ingiustamente perseguitati e poi assolti, come l’ex calciatore Michele Padovano e l’ex rettore Roberto Racinaro.
Il tema della competizione politica in Campania è centrale nell’intervista. Tajani si dichiara fiducioso nel sorpasso di Edmondo Cirielli su Fico, sottolineando come l’elettorato moderato, storicamente vicino a figure come De Mita, Bianco e Gava, oggi si rivolga a Forza Italia. Il ministro definisce la presenza di Forza Italia in Regione determinante, in grado di raccogliere un risultato in doppia cifra e di contribuire significativamente al consenso nazionale alle prossime politiche.
Sul fronte del governo, Tajani assicura che non esistono competizioni interne né rischi di rimpasti: l’attenzione del centrodestra è rivolta esclusivamente ai risultati concreti e non alle poltrone. La gestione delle risorse pubbliche, dai fondi di coesione al Pnrr, fino agli investimenti per Napoli e la Campania, deve essere garantita indipendentemente dal colore politico degli amministratori locali. Secondo Tajani, questo approccio contrasta con la gestione della sinistra, accusata di puntare su clientele e alleanze di potere, mentre il centrodestra punta a favorire la crescita economica, sociale e culturale del territorio.
Infine, Tajani critica la gestione della Campania negli ultimi dieci anni, denunciando carenze nella sanità, nei trasporti e nelle infrastrutture, e difende la proposta del centrodestra di sostenere famiglie e cittadini in difficoltà senza ricorrere a sanatorie generalizzate. Sulla possibile autonomia differenziata, Tajani evidenzia che i pre-accordi riguardano Lombardia, Veneto e Piemonte, mentre il centrodestra vigilerà affinché i Lep siano applicati e siano garantiti pari servizi per tutti i cittadini, proteggendo le fasce più deboli e contrastando l’emigrazione giovanile.
Per il ministro, Napoli e la Campania hanno un ruolo strategico non solo nel Mezzogiorno ma anche a livello nazionale e mediterraneo, e la scelta del centrodestra rappresenta la possibilità di un cambiamento concreto, ponendo fine a anni di inefficienze e cattiva gestione da parte delle amministrazioni precedenti. Tajani conclude sottolineando che una Regione a guida 5 Stelle potrebbe ostacolare lo sviluppo e il progresso della Campania, mentre il centrodestra mira a promuovere una gestione efficace e lungimirante delle risorse e dei servizi pubblici.
