Quello che potremmo fare io e te. Senza dar retta a nessuno. Senza pensare a qualcuno. Quello che potremmo fare io e te. Non lo puoi neanche credere. A furia di riascoltare Vasco, siamo arrivati al giorno numero 24 post elezioni. Come nelle favole, credeteci, inganna. Niente è come nelle favole. Passata l’euforia dell’amore a prima vista, la vittoria elettorale veloce e nettissima, ecco una serie di streghe e orchi sulla strada dal sindaco principe azzurro e della maggioranza. Si sprecano i summit, gli incontri davanti ai bar (attenzione all’implacabile Teresa Vitolo, ormai reporter d’assalto) e i tentativi per far quadrare un cerchio.
La quadratura del cerchio, assieme al problema della trisezione dell’angolo e a quello della duplicazione del cubo, è un problema classico della matematica greca. Costruire un quadrato che abbia la stessa area di un dato cerchio, con uso esclusivo di riga e compasso. Fosse facile, a Nocera non ci sarebbe bisogno di Landolfi e/o Tamburro. Meno complessa appare ” la O col bicchiere”. Intanto: Quello che potremmo fare io e te.
Non l’ho mai detto a nessuno. Però ne sono sicuro. Non si può neanche immaginare.

