Ben se’ crudel, se tu già non ti duoli, pensando ciò che ‘l mio cor s’annunziava; e se non piangi, di che pianger suoli?”. No, no, quello è l’Ugolino di Dante. Non di Torquato, che ha completato la giunta coi due pezzi civici mancanti e alla fine scelti in base a diverse considerazioni. Ugolino, che porta a tre il numero della quota rosa di giunta (quasi al 50 %). Mentre il rientro di Piccolo porta a due il numero di reduci assessoriali della giunta uscente. Domani altra ufficialità in occasione del primo consiglio nuova era: quella per il presidente, con De Nicola favoritissimo su Ferrigno. Ma si guarda già oltre. Dirigenti pensionati, macchina comunale da mettere in riga per la massima funzionalità possibile. Ruoli di primissimo piano da assegnare a Forte e Amato. Ogni giorno ha la sua pena. No, pena rimanda ad Ugolino. Non è più tempo di Commedia, sua pur Divina. Ogni giorno, ha il suo obbligo.
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