Striscia la Notizia torna, e lo fa chiedendo scusa per il ritardo
Ma il ritorno non è una semplice ripresa: è una metamorfosi dichiarata, spiegata direttamente da Antonio Ricci dal centro dello studio di Cologno Monzese, rinnovato ma fedele allo spirito originario. Dietro l’immancabile scrivania, è lui a raccontare lo yin e lo yang della nuova edizione, che porta il sottotitolo “La Voce della Presenza” e cambia ritmo e collocazione.
Da giovedì 22 gennaio, per cinque settimane, Striscia andrà in onda in prima serata su Canale 5. Non più quotidiana, ma settimanale, con puntate che si spingeranno fino a poco prima della mezzanotte. L’obiettivo, spiega Ricci, è chiaro: trasformare Striscia in un grande varietà capace di mescolare satira, musica, inchiesta e spettacolo.
Il nuovo corso passa anche dall’impatto visivo. Lo studio è più ampio, dominato dai colori blu e arancione, essenziale ma arioso. Ricci scherza sull’ampliamento degli spazi, raccontando di pareti “grattate” al punto da rischiare di sconfinare nei camerini vicini. Una battuta che restituisce bene il clima di un programma che, pur cambiando forma, resta fedele alla sua ironia.
Striscia la Notizia con sei veline
Sul palco ci saranno sei veline, un’orchestra dal vivo diretta dal maestro Demo Morselli e una sigla finale che promette di far discutere, con il Gabibbo che canta dei dazi di Trump. Alla conduzione tornano Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, colonne portanti del programma, forti di decenni di lavoro al fianco di Ricci. Ma il vero centro di gravità resta il fondatore, che non vive questa trasformazione come un ridimensionamento, bensì come una nuova sfida. Rivendica una carriera fatta solo di successi e ammette che proprio le sfide sono ciò che lo tiene ancora in gioco.
La prima serata non sarà una passeggiata: Striscia si troverà a competere con colossi Rai come Don Matteo. Ricci lo dice senza drammi, con una punta di ironia e anche con un pizzico di rammarico personale per dover rinunciare a seguire altri programmi che ama.
Le novità passano soprattutto dagli inviati inattesi. Maria De Filippi, affiancata da Tina Cipollari e Giovannino, scenderà in campo per segnalare chi occupa abusivamente i parcheggi per disabili. Un’apparizione eccezionale, che Ricci stesso definisce difficile da ripetere, vista l’agenda blindata della conduttrice. Accanto a lei, nella prima puntata, anche Alessandro Del Piero, chiamato a “riattivare” a pallonate ciò che non funziona, raccogliendo idealmente l’eredità di Capitan Ventosa.
Non mancheranno i simboli storici del programma, a partire dai tapiro d’oro consegnati da Valerio Staffelli. Tra le nuove rubriche spicca “Striscia Criminale”, affidata a Roberta Bruzzone, che porterà uno sguardo più analitico sui casi di cronaca. Ci sarà spazio anche per i retroscena televisivi, per i “Nuovi Mostri” commentati dalla gente comune e per le incursioni satiriche di Cristiano Militello e Barbascura X.
Ricci, come sempre, alterna comicità e riflessione. Rivendica di aver anticipato casi mediatici esplosi solo anni dopo e non si sottrae ai temi più spinosi dell’attualità, dal sistema dei media ai meccanismi del web, che definisce un terreno minato di fake news e interessi forti. Sullo sfondo resta una visione più amara del mondo, segnato da guerre e tensioni globali, molto diverso da quello in cui la sua generazione credeva di poter cambiare davvero le cose.
Striscia la Notizia, nella visione del suo autore, resta dunque una voce presente, combattiva, pronta a reinventarsi senza rinnegare se stessa. Cambia il formato, cambia il contesto, ma l’ambizione resta la stessa: osservare, denunciare e raccontare il Paese con la lente della satira.

