Un Paese di poeti, santi, navigatori e polemisti da bar dello sport. Anche lo stupro di Rimini divide tra colpevolisti e innocentisti, tra accoglienti e anti-stranieri, tra omofobia e largo senso del pudore. In realtà è uno stupro e basta, cioè atto gravissimo, da giudicare nel contenuto violento e folle, non nelle conseguenze o derivazioni “politiche”. Certo, il cretino di Noi Salvini è andato ben oltre nel commento. Nei certificati di nascita è scritto dove e quando un uomo è venuto al mondo, ma non vi è specificato il motivo e lo scopo: lo diceva George Bernard Shaw. Ma anche le paginate intere dei giornali di sinistra vanno oltre. Bisogna soltanto prendere i colpevoli e punire. Il resto è sociologia spicciola. Violentare una donna, un uomo, un bambino, un trans è un crimine contro l’umanità: togliere o aggiungere altro serve a poco.

