Storie cittadine: un caso di buona Sanità in Campania

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Incontro la signora Giuseppina Cammarano nel suo bar Artcafè a Nocera Inferiore. Mi presento e mi chiede di attendere un minuto perché sta spazzando le foglie sul marciapiede che bisogna mantenere pulito per gli avventori.

Ci accomodiamo all’interno della struttura e ascolto la storia che l’ha vista protagonista. È un fiume in piena, si comprende che deve essere stata sempre una donna energica e abituata a fare, porta con disinvoltura le 72 primavere che dichiara di avere.

Nel 2018 ha un fastidio lieve nella bocca, le capita di mordersi la lingua e di provare un fastidio misto a dolore. Consulta un odontotecnico che subito l’indirizza dal dott. Bergaminelli, esperto in problemi che rientrano in quella definizione che suona un po’ strana, che corrisponde alle parole maxillo-facciale.

La diagnosi è dura da digerire per Giuseppina, quel piccolo disturbo percepito all’improvviso, nasconde un tumore.

Il dott. Bergaminelli la invita a consultare il prof. Giuseppe Colella che ha lo studio in provincia di Napoli, e la prognosi è purtroppo confermata dal collega: tumore schiumoso al lato sinistro della lingua, e due noduli alla base del collo.

La vita cambia all’improvviso, il matrimonio del figlio programmato per settembre è da rimandare, ma i medici rassicurano che tutto potrà svolgersi secondo quanto stabilito.

Giuseppina, mentre racconta, cede all’emozione che prorompe inattesa e riaffiora il timore provato allora, quando sembrava che nulla potesse ritornare alla normalità, perché il tumore aggredisce non solo il corpo, ma anche l’anima.

Il 5 novembre del 2018 la signora Giuseppina viene operata al 1° piano del Policlinico napoletano ex Campitelli dove il Primario è il Prof. Tartaro.

L’intervento dura 11 ore, le ore di luce di un giorno, e in sala operatoria si alterna l’équipe preposta a presiedere alla maratona tra cui opera il prof. Colella che cede il passo ai colleghi alle 15,30.

Giuseppina riferisce di un team capace e umano, in grado di strappare un sorriso anche in una situazione non facile; non ricorda con precisione tutti i medici presenti all’intervento, cita un dott. Rugge, anche lui chirurgo maxillo-facciale, ma non ha nessun dubbio quando si tratta di sottolineare la professionalità e l’umanità che l’ha circondata in quei momenti difficili.

Trascorre due giorni e una notte in terapia intensiva, perché la ripresa dopo l’intervento non è facile: aprire, scollare, tagliare, suturare, lavorare sui nervi richiede competenza e pazienza. Le viene inserita una cannula per respirare e un sondino per mangiare.

Il 12 novembre ritorna a casa anche se ogni due giorni deve recarsi al Policlinico per le medicazioni necessarie.

Le indicazioni terapeutiche prevedono il trattamento dei noduli con la radio per 30 giorni eseguita in un centro a Salerno.

Successivamente il Prof. Colella l’autorizza a procedere per l’impianto dei denti inferiori che, a causa dell’operazione, sono stati rimossi.

Attualmente, l’oncologo Gambardella dello stesso gruppo, continua a seguirla per i controlli periodici.

Sempre il Prof. Colella consiglia a Giuseppina di rivolgersi al logopedista per procedere alla rieducazione del linguaggio, e di sottoporsi ad un ciclo di fisioterapia per ripristinare la funzionalità delle parti interessate che hanno subito un trauma significativo.

La riabilitazione è necessaria ma deve essere mirata e non avere controindicazioni, perché in caso di tumori tutti i dispositivi medici che utilizzano onde (fasci laser, campi magnetici), onde radio (tecarterapia), onde vibratorie (ultrasuoni), onde d’urto, vanno evitate perché incidono negativamente sulla patologia. Cosa fare?

La signora Giuseppina non si perde d’animo e contatta un centro a Nocera Inferiore “L’Alba” del dott. Antonio Pannullo a cui espone l’esigenza di riattivare una funzionalità muscolare che l’intervento ha messo a dura prova. È un po’ timorosa, perché a Napoli le hanno chiarito che la fisioterapia a cui dovrebbe sottoporsi, deve tener conto del fatto che i soggetti affetti da tumore devono evitare tutte le metodiche che utilizzano le onde.

Ottimizzare i risultati dell’intervento, considerati un vero e proprio successo, sembra un percorso tutto in salita. Ma la professionalità è sempre un paracadute indispensabile, quando incrocia la traiettoria della fortuna.

Nello studio del fisioterapista Pannullo c’è un macchinario disponibile che in Campania pochissimi posseggono e permette di intervenire in questi casi nel modo più efficace possibile. Si tratta della VIBRA la cui unicità consiste nel non avere controindicazioni, in quanto sfrutta l’aria e attraverso la stimolazione dei recettori cutanei risveglia, in una sorta di dialogo, le aree cerebrali che governano quella funzione.

Ricapitolando, lo stimolo è rivolto all’area del cervello, attraverso i recettori che governano il tono muscolare, che stimolati opportunamente rilassano il muscolo, spesso irrigidito, e ne migliorano la funzionalità.

Il muscolo sovraspinato, lo sternocleidomastoideo, i muscoli scaleni, il massetere, i muscoli ioidei sono solo alcuni di quelli trattati con la Vibra, e i risultati sono evidenti immediatamente.

La storia di Giuseppina testimonia la forza di questa piccola donna che non si è mai arresa e ha dimostrato la volontà di superare il problema di salute piombatole addosso, e rimarcare la presenza nel servizio sanitario di medici competenti e capaci di infondere fiducia nei pazienti già provati da malattie spesso aggressive e debilitanti.

In una regione dove spesso si ascolta di fallimenti ed errori eclatanti che si ritorcono sulla salute di incolpevoli cittadini, è doveroso riportare alla ribalta della cronaca anche i risultati positivi che hanno minore risonanza pubblica.

Esiste una rete che funziona e chi desidera testimoniarla mettendoci la faccia. E la signora Giuseppina è una di queste.