Stangata Ue sui pacchi cinesi

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L’Ecofin ha dato il via libera alla nuova tassa europea da 1 euro su tutti i pacchi provenienti da Paesi extra Ue con valore delle merci inferiore ai 150 euro. Una misura pensata per contrastare l’ondata di spedizioni low cost provenienti soprattutto dai colossi dell’e-commerce cinese come Shein, Temu e Aliexpress. Su richiesta dell’Italia, l’entrata in vigore potrà essere anticipata dal 2028 al 2026.

Parallelamente, il Governo italiano sta valutando un intervento autonomo: una tassa nazionale di 2 euro sui pacchi sotto i 2 chili, da introdurre già con la prossima Manovra. L’obiettivo è duplice: disincentivare gli imballaggi delle micro-spedizioni e recuperare risorse per coprire altre misure.

La nuova tassa europea sui pacchi cinesi

Il Consiglio Economia e Finanza dell’Ue ha approvato un piano che introduce un prelievo di 1 euro per ogni pacco extra Ue contenente beni dal valore inferiore a 150 euro. Una decisione strategica, legata all’abuso del regime de minimis, che permette agli e-commerce di aggirare controlli e dazi spedendo merci in piccoli colli.

L’entrata in vigore della norma sarà legata all’operatività dell’hub dei dati doganali europeo, piattaforma digitale nata per rafforzare i controlli con un sistema centralizzato condiviso tra le dogane nazionali.

Secondo il Codacons l’impatto complessivo potrebbe essere enorme: fino a 9,2 miliardi di euro di maggiori costi a livello europeo. Nel 2024 nell’Ue sono arrivati 4,6 miliardi di pacchi sotto soglia, e il 91% proviene dalla Cina.

Come funziona la strategia degli e-commerce cinesi

Il successo dei giganti asiatici si basa anche sull’utilizzo del limite dei 150 euro, sotto il quale non scattano controlli doganali.
Temu, Shein e altri player spediscono direttamente dalla Cina, evitando magazzini europei e spedendo pacchi singoli di valore ridotto, spesso via aerea, tagliando costi logistici e tempi di consegna.

La nuova tassa mira proprio a frenare questo meccanismo, che negli ultimi anni ha creato un enorme squilibrio competitivo nel mercato europeo.

Il piano del Governo italiano: 2 euro sui pacchi leggeri

Accanto alla misura Ue, l’Italia sta preparando un intervento autonomo. Non potendo agire sui dazi, competenza esclusiva dell’Unione Europea, il Governo utilizzerà la leva ambientale per colpire le micro-spedizioni.

Il progetto prevede un prelievo di 2 euro su ogni pacco sotto i 2 kg che entra nel Paese. Una misura simile è già stata adottata dalla Francia e potrebbe finire nel testo della Manovra, contribuendo a coprire altre spese e incidendo sulla sostenibilità del consumo frenetico da e-commerce.