Stalking con foto AI e minacce: 56enne arrestato

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Un uomo di 56 anni originario di Messina è finito in carcere dopo mesi di persecuzioni nei confronti di una donna di Bergamo, 55 anni. Il caso, ricostruito dal Corriere della Sera, racconta una spirale crescente di ossessione, minacce e contenuti manipolati con l’intelligenza artificiale.

Tutto è iniziato online, da una conoscenza in chat che presto si è trasformata in un incubo. L’uomo avrebbe tempestato la vittima di telefonate e messaggi a tutte le ore, scrivendo frasi come «ti amo da morire» e «non sparire o vengo a Bergamo, non mi fermano nemmeno le forze armate». Parallelamente avrebbe diffuso foto e video generati con l’AI in cui compariva accanto alla donna in atteggiamenti affettuosi, come se fossero una coppia nella quotidianità delle strade di Messina. Alcuni di questi contenuti sono persino finiti su Facebook.

Il livello di pericolo cresce quando l’uomo pubblica ulteriori video creati con l’intelligenza artificiale in cui una figura femminile impugna coltelli sporchi di rosso, simulando sangue. In altri, l’uomo mostrerebbe questi coltelli a una seconda donna, accentuando il clima di intimidazione.

Gli atti persecutori partono ad agosto. La prima segnalazione della 55enne arriva il 24 ottobre e il questore emette un ammonimento, che però non può essere notificato perché il 56enne risulta irreperibile. Nel frattempo, lui continua imperterrito. In un messaggio scrive: «amore sai quanto ti voglio manipolare». Tra il 2 e il 3 novembre, la donna riceve 53 tra chiamate e videochiamate, con riferimenti inquietanti anche alla figlia: «È molto bella, l’hai fatta bene, complimenti». L’uomo arriva persino a minacciare un amico della vittima.

La donna presenta denuncia ai Carabinieri di Curno l’11 novembre e torna altre quattro volte, fino al 20 novembre, consegnando nuovi messaggi e screenshot. Il 25 novembre il gip di Bergamo dispone per il 56enne gli arresti domiciliari con il divieto di comunicare con chiunque. Il giudice evidenzia la mancanza di «idoneo autocontrollo» e la presenza di impulsi «ossessivo-compulsivi».

Nonostante la misura, l’uomo viola i domiciliari. Il 29 novembre il pm richiede l’aggravamento della misura cautelare. Il gip accoglie la richiesta nello stesso giorno, sottolineando come lo stalker abbia mostrato «assoluto spregio agli obblighi imposti» e sia «privo di freni inibitori». Ora si trova in carcere.