Via Giordano a Nocera Inferiore, ore 13.30: la Scientifica fa rimuovere il blocco stradale dopo aver eseguito gli ultimi rilievi, chiedendo alla madre del proprietario dell’attività di alzare ed abbassare la saracinesca come ultimo atto delle operazioni. La madre esegue. Suo figlio Pasquale Autorino, assieme al collaboratore Gerardo, è a deporre sull’accaduto.
Lei, capelli biondi e altezza media, rassicura amici e parenti che incontra: «Ho parlato con Pasquale, solo tanta paura, hanno sentito dei botti tremendi, tre colpi, uno sulla strada e due che hanno colpito uno sgabuzzino nel negozio. Potevamo rimanerci, ma credetemi, Pasquale non c’entra nulla. Ha il negozio di parrucchiere per uomo da tre anni, andava all’Itis e poi decise di cambiare strada scegliendo la scuola per parrucchieri. Viviamo in un quartiere particolare, ma non ha dato mai fastidio e nessuno ha dato fastidio a lui. Non penso minimamente che l’obiettivo fosse lui».
Via Giordano ha vissuto un paio d’ore di paura e incredulità. Sul marciapiede opposto, c’è il Distretto Sanitario, con uffici sempre frequentati da parecchia gente. Sul marciapiede dell’accaduto, nei pressi del parrucchiere, c’è un tornitore che di mattina di solito non apre e un bar, che ha chiuso alla svelta dopo i tre colpi. La Scientifica approfondisce la questione videosorveglianza, c’è all’interno del negozio una sola telecamera ma non potrà fornire alcun riscontro utile alle indagini: non riprende fronte strada, serve solo ad inquadrare i clienti all’interno. Un uomo del posto rassicura la mamma di Pasquale e contemporaneamente sottolinea amaro: «Nocera sta diventando questa, si spara su auto e negozi ma si rischia di colpire le persone».

