Un lungo sfogo, affidato ai social, per raccontare il dolore di un padre e rivendicare il proprio ruolo genitoriale. Sossio Aruta è tornato a parlare pubblicamente della sua vicenda personale, partendo da Castellammare di Stabia, città alla quale è profondamente legato.
Aruta ha spiegato di aver affrontato un viaggio notturno, andata e ritorno, solo per consegnare i regali di Natale alla figlia Bianca, impossibilitata a trascorrere le festività con lui a causa di influenza, tosse e raffreddore. Un gesto che l’ex calciatore ha voluto rendere pubblico non per ottenere consenso o visibilità, ma per rispondere a quanto affermato nei giorni precedenti dalla sua ex compagna.
«Lo faccio solo per il bene di mia figlia»
Nel suo messaggio, Sossio Aruta respinge con forza l’idea di voler alimentare una “guerra mediatica”, chiarendo che il suo unico obiettivo è il benessere della bambina. Allo stesso tempo, però, racconta di vivere da quasi due anni una situazione che definisce estremamente dolorosa, segnata da accuse pesanti e da una battaglia legale ancora in corso.
Aruta parla di un’accusa che considera infondata e infamante, spiegando di essere costretto a difendersi in tribunale con grandi sacrifici economici e personali. «Sono due anni che soffro in silenzio», afferma, sottolineando di non aver potuto raccontare pubblicamente la sua versione dei fatti fino a oggi.
Il racconto dei sacrifici e la rivendicazione del ruolo di padre
Nel lungo sfogo, l’ex calciatore rivendica il proprio impegno quotidiano come padre: i viaggi continui tra Castellammare di Stabia e Taranto, le levatacce all’alba per accompagnare la figlia a scuola, il pagamento regolare degli alimenti. Un elenco di sacrifici che Aruta utilizza per respingere l’immagine negativa che, a suo dire, qualcuno starebbe cercando di costruire attorno alla sua figura.
Parole dure anche contro chi, secondo lui, tenta di allontanarlo dalla figlia o di “sporcare” la sua reputazione di uomo e di padre. Aruta ribadisce più volte di sentirsi innocente rispetto alle accuse ricevute e di essere pronto a far sentire la propria voce.
«A testa alta, con la coscienza pulita»
Il messaggio si chiude con l’immagine di un padre in viaggio, «a testa alta e con la coscienza pulita», consapevole – afferma – della propria innocenza. Un intervento che riaccende l’attenzione mediatica su una vicenda privata complessa e delicata, che Sossio Aruta dice di voler affrontare pubblicamente solo per difendere il legame con la figlia e il suo ruolo genitoriale.

