Consiglio comunale al cardiopalma quello di ieri pomeriggio per la discussione all’ordine del giorno inerente il rendiconto di bilancio 2018.
La forte tensione in aula si è respirata sin da quando l’Assessore Campitelli ha dato inizio alla lettura dei punti che chiarivano le scelte dell’Amministrazione nel periodo considerato.
L’aver evitato l’aumento della TARI, grazie all’oculatezza nella gestione delle spese, è passata inosservata; solo Spinelli del M5S ha sottolineato l’esigenza di procedere all’invio dei bollettini riguardanti la tassa, anticipandone i tempi di consegna per andare incontro alle esigenze delle famiglie.
Le intenzioni di alcuni sono state palesi sin dall’inizio della seduta, risate e battutine hanno introdotto a quello che poi si è verificato: sospensione del consiglio per ordine pubblico, in un’atmosfera inaccettabile a qualsiasi osservatore.
Il motivo del contendere in un’epoca come quella dei social, sembrerebbe legato ad un post di un amministratore della maggioranza che avrebbe espresso perplessità sui modi arbitrari dl primo cittadino in merito alla decisione di introdurre il ricorso alle targhe alterne per contrastare l’annoso problema dell’inquinamento, ormai giunto a livelli insostenibili per la salute dei cittadini.
La decisione in solitaria non sarebbe risultata gradita, ma viene da chiedersi se tali dissapori che in democrazia trovano spazio, possano giustificare quello a cui si è assistito e che rappresenta uno dei punti più bassi raggiunto in una discussione tra amministratori della cosa pubblica.
Le velleità personali, come qualcuno tra i presenti ha ricordato, andrebbero accantonate perché l’investitura ricevuta dai cittadini attraverso il voto, imporrebbe ben altri comportamenti.
Nell’Ecclesiaste si cita: “vanità delle vanità, tutto è vanità. Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno per cui fatica sotto il sole? Una generazione va, una generazione viene ma la terra resta sempre la stessa”.
Riflettere sullo spessore dei confronti messi in essere è d’obbligo, ma non ci si può esimere dalla constatazione che sempre più di frequente il ricorso alla comunicazione sui social, preferita ai chiarimenti face to face, ingenera meccanismi perversi di cui è facile perdere il controllo.
I social affascinano per la semplicità del loro utilizzo e l’illusione di riuscire a superare il limite di ogni spazio e tempo, coccolano l’ego di ognuno per l’approvazione immediata che suscitano, ma espongono ad errori di valutazione delle proprie e altrui azioni.
Cosa fare? Riflettere è il primo passo da percorrere nel giorno che segue a quello da cancellare.

