Parte fortissimo la compagine di casa, dopo soli 2′ gli uomini di mister Maiuri sfiorano il vantaggio con un colpo di testa di Cacace su assist di Herrera, palla di poco a lato. Crescono col passare dei minuti i rossoneri, che al 15′ sbloccano la partita con La Monica, assist perfetto di De Rosa e il numero quattro rossonero dinanzi al portiere non sbaglia. Galvanizzato dal vantaggio il Sorrento continua a spingere e dopo soli 5′ raddoppia con bomber Figliolia, travolgente azione personale di Herrera che serve a centro area il numero undici che con un bel colpo di tacco batte Iuliano. Pochi minuti più tardi prova a reagire il Casarano, diagonale di Mincica che non inquadra la porta su assist di Favetta in contropiede. 120” e arriva il tris che manda i titoli di coda sulla partita con largo anticipo: dopo una serie di tentativi ripetuti, la palla arriva a La Monica che esplode il destro e non lascia scampo al portiere. Esce totalmente dalla partita la formazione pugliese, ed al 30′ il Sorrento cala il poker con lo scatenato La Monica, tripletta per il calciatore rossonero. Invenzione di Vitale su piazzato e palla che finisce al numero 4 che da ottima posizione non può proprio sbagliare. Monologo dei padroni di casa, al 36′ Pasqualino chiama alla parata Iuliano. Sul finale del primo tempo arriva anche il quinto gol, passaggio fantastico di Gargiulo per Vitale che va via sulla destra e dopo esser penetrato in area di rigore in diagonale supera ancora una volta il numero uno del Casarano.
La ripresa si apre subito col Sorrento in attacco, ed al 48′ gli uomini di Maiuri siglano anche il sesto gol, azione ubriacante di Herrera e tiro perfetto che non lascia scampo al malcapitato portiere del Casarano. 120” e arriva anche il settimo sigillo, punteggio pesantissimo per i pugliesi. Cross di Vitale, doppio tentativo di Figliolia che in seconda battuta firma la doppietta personale. Girandola di cambi ma la partita ha ben poco da dire, il dominio del Sorrento è stato a tratti imbarazzante per gli ospiti. Da registrare un tentativo di Mincica e un tiro di Vitale di poco fuori, poi null’altro.

