Somma Vesuviana piange un’altra vittima di femminicidio

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Si è spenta dopo due mesi di agonia Olena Georgiyivna Vasyl’yeva, 60 anni, di origini ucraine. Era ricoverata al Camaldoli Hospital di Napoli dallo scorso 3 ottobre, quando il marito, 70enne, l’aveva aggredita al culmine di una lite nella loro abitazione di Somma Vesuviana.

L’uomo era stato fermato dai carabinieri di Castello di Cisterna con l’accusa di tentato omicidio, dopo aver confessato l’aggressione. Ora, con la morte della donna, l’accusa sarà aggravata a omicidio volontario.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, coordinati dalla Procura di Nola, la lite sarebbe scoppiata per futili motivi. In preda alla rabbia, il 70enne avrebbe colpito la moglie alla testa con un attrezzo, causandole ferite gravissime. L’arma è stata ritrovata in un deposito attrezzi vicino all’abitazione.

La vicenda di Olena si aggiunge alla drammatica lista dei femminicidi in Italia, che nel 2025 hanno già superato quota settanta. Una scia di violenza che continua a spegnere vite e speranze, lasciando dietro di sé solo dolore e domande senza risposta.