Alle dichiarazioni che Eugenio D’Atri ha reso nella scorsa udienza, il pubblico ministero non ha creduto. Eugenio D’Atri aveva provato ad alleggerire la propria posizione rimbalzando la responsabilità della morte di Francesco Tafuro e Domenico Liguori su Nicola Zucaro, che è stato già condannato al carcere a vita. Ma ieri mattina il pm antimafia Scarfò ha chiesto ai giudici della terza sezione della Corte d’Assise di Napoli di condannare l’imputato alla pena dell’ergastolo. Dal canto suo D’Atri è tornato a rendere dichiarazioni spontanee, ancora una volta per scaricar eogni colpa su Zucaro e perdire di essere dispiaciuto per quanto accaduto alle due vittime. Tafuro e Liguori, due bravi ragazzi, lavoravano in un centro scommesse a Somma Vesuviana, lo stesso che D’Atri, un precedente penale per droga risalente all’ottobre del 2007 e una parentela con alcuni spacciatori del rione di edilizia Conocal di Ponticelli, frequentava come cliente. I due ragazzi avevano anticipato una somma che D’Atri aveva perso al gioco (circa 24mila euro) e quando lo incalzarono per avere i soldi, lui – secondo la prospettazione accusatoria – decise di liberarsi di loro.

