Cosa accade quando un Prof. in pensione di Storia della Pedagogia dell’Università degli Studi di Bari, si rivolge a tutti noi e illustra aspetti del vivere quotidiano, che abbiamo perso di vista, travolti da un’emergenza straordinaria che ha radicalmente stravolto il quotidiano?
Ci aiuta a recuperare spazi dimenticati e opzioni possibili utili a ritrovare noi stessi.
“Care mamme, cari papà, cari insegnanti, cari amici, sto sentendo molti di voi che si stanno lamentando e preoccupando perché i figli non svolgono i compiti assegnati e non studiano come al solito.
Vi dico con tutto il cuore e con la scienza pedagogica e l’esperienza didattica acquisita in 50 anni di insegnamento all’università: NON IMPORTA!
In questi giorni i vostri figli-scolari stanno imparando quello che il pedagogista bitontino GIOVANNI MODUGNO chiamava SCIENXA DELLA VITA e che la scuola verbalistica, astratta, mnemonica e burocratica non insegna!
– Stanno imparando ad affrontare le difficoltà impreviste, a rinunciare alla libertà dei movimenti e delle relazioni amicali per il bene comune.
– A capire che la salute è un bene da salvaguardare anche se comporta tante rinunce e il ridimensionamento delle abitudini quotidiane.
– Stanno imparando il valore dell’ATTESA e della SPERANZA.
– Stanno apprezzando tutto quello che ogni casa offre: libri, giocattoli, TV, cani, gatti, uccellini e altri animali e cose.
– Stanno imparando a pregare, a capire che l’umanità è un’unica grande famiglia che soffre e che spera, al di là dei confini geografici.
– Stanno imparando l’importanza della solidarietà che può essere rafforzata col sorriso, con la parola affettuosa, col ricordo …
– Stanno sperimentando che i cellulari, i tablet e le altre tecnologie fanno sentire meno soli, a comunicare con gli amici vicini e lontani, a esprimere i nostri sentimenti e a volerci più bene.
Vi saluto tutti con l’affetto di un anziano professore di storia della pedagogia, padre e nonno.”
Vittoriano Caporale

