Solo l’esercito per far rispettare le regole

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C’è ancora una porzione di popolazione che non rispetta le direttive nazionali per contenere il più possibile il contagio Covid-19.

C’è chi ancora esce non per reale necessità, chi con rinuncia allo sport all’aria aperta, chi s’intrattiene a fare due chiacchiere con amici perché la giornata è lunga e l’idea di rientrare a casa deprime.

C’è chi condivide sigarette all’aperto, chi acquista una qualunque sciocchezza per giustificare la sua presenza per le vie cittadine, e nel frattempo il virus sguazza negli spazi condivisi.

E i numeri dell’epidemia salgono in Italia, dove rispetto a lunedì i casi sono aumentati di 2.989 unità segnalando un trend di crescita pari al 10%.

Al Centro-Sud il picco sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo considerando anche i rientri incoscienti di molti, previsto fra il 25 e il 15 aprile.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), attraverso la voce del Direttore generale Ranieri Guerra, ha fatto sapere che potrebbe esserci la possibilità del ritorno del virus nei Paesi dove sembrerebbe aver subito uno stop, per tale motivo non bisogna abbassare minimamente la guardia.

In Italia, il Prefetto Achille Serra in un’intervista a Radio Anch’io su Radio 1, chiede l’inasprimento delle misure per il contenimento dell’epidemia, per non vanificare i sacrifici che tutti gli italiani stanno facendo, contrastati da una minoranza che non comprende la gravità della situazione.

Serra afferma: “Sono tutti possibili untori e pericolosi, contro gli untori è necessario un rigore forte. Le pene devono essere assolutamente decisive … A mio avviso serve l’esercito. Sono sempre stato contrario per ovvi motivi, questo è un Paese democratico e l’esercito ha delle regole precise e poi non si deve mai dare l’impressione di essere sotto una dittatura. Ma ora siamo in guerra e quindi serve l’esercito. Non c’è di fronte un nemico fisico, ma ci vogliono regole diverse. Le forze dell’ordine stanno facendo un lavoro enorme e con grandi sacrifici”.