Smart, la sua mostra è anche un pò…paganese.

L'opera del paganese Alfonso Nappo è tra le 22 tele che compongono la collezione privata di Mercedes dedicata alla dueposti

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Lauto Ri_tratto, l’opera del paganese Alfonso Nappo finisce nella collezione privata di Mercedes Benz.

Brinda al successo il giovane artista paganese Alfonso Nappo, che si è aggiudicato un posto di tutto rispetto all’interno del colosso Mercedes e, in particolare, della due posti più gettonata di sempre. La Smart, infatti, ha realizzato la sua prima collezione privata attraverso il tour “Smart in the city”. In sei piazze italiane il gruppo viveredarte.it ha allestito un vero e proprio laboratorio itinerante in cui gli artisti hanno potuto cimentarsi presentando i loro bozzetti sul tema “autoRitratti”. Ogni opera avrebbe dovuto rappresentare sia la Smart che lo stesso artista, consentendogli di esprimere pienamente la sua personalità.

Alfonso Nappo ha partecipato al terzo laboratorio artistico che si è tenuto a Salerno dal 27 al 29 ottobre 2015. Il suo bozzetto è subito piaciuto agli organizzatori, che gli hanno dato la possibilità di realizzare per l’occasione la sua opera, intitolata L’auto Ri_tratto. L’opera di Nappo si è guadagnata anche la simpatia dei followers di Facebook, che l’hanno voluta tra le 22 finaliste votandola direttamente sul profilo Facebook di Mercedes. E’ stata esposta in mostra a Brera il 29 e 30 Novembre 2015 nella ex chiesa di San Carpoforo, ed è ora tra i pezzi della collezione privata Smart, in esposizione presso il Mercedes Benz Center di Milano a partire dal 4 febbraio 2016.

Così come ha raccontato l’autore, “Lauto ri_tratto” è un lavoro a tecnica mista su carta da pacchi applicata su tela, e rappresenta il confine tra il vivo e il metallico, tra l’organico e l’inorganico, tra l’elettronico e il mentale si fa sempre più incerto fino a combinarsi e a compenetrarsi. “L’idea di partenza è molto semplice – le parole del giovane artista – collegare per peculiarità due mondi agli antipodi, da un lato la parte puramente istintiva/animale, dall’altro il mondo meccanico/tecnologico, creando una complessa interazione tra le parti che finiscono per influenzarsi reciprocamente. Una vera e propria convergenza di due entità diversissime, che può essere vista come una “umanizzazione della macchina”, ma anche come “macchinizzazione dell’uomo”.

Il tratto spazia tra l’art noveau e la street art, quasi alla ricerca insaziabile del non visibile, delle linee forza interne al soggetto dipinto, un tratto dettato dall’istintività dell’azione, quasi a voler trovare un equilibrio tra l’istintività animale, “l’umanità della macchina” e quella stessa istintività dell’artista nel momento stesso della creazione.