Nel mosaico dell’inchiesta sul cosiddetto Sistema Sorrento emergono dettagli che vanno oltre la semplice corruzione amministrativa e disegnano un meccanismo strutturato, fatto di fatture fittizie, incarichi simulati e rapporti personali utilizzati come leva di potere. Al centro c’è Massimo Coppola, ex sindaco della città, accusato di aver incassato tangenti mascherate da prestazioni di servizi e di aver beneficiato anche di una pratica di superbonus legata a una struttura pubblica.
Sistema Sorrento e il ruolo delle fatture false
Secondo l’accusa, per far arrivare il denaro al sindaco sarebbero state utilizzate fatture false emesse da una cooperativa di servizi di guardiania. Un sistema pensato per dare una parvenza di legalità a pagamenti che, nella ricostruzione degli inquirenti, altro non erano che tangenti. La cooperativa indicata sarebbe La Sorgente, descritta come un soggetto giuridico riconducibile allo stesso Coppola.
Dalle indagini della Guardia di Finanza emerge che La Sorgente rientrerebbe nell’orbita di cooperative controllate dall’ingegnere Gennaro Esposito, anche lui arrestato nell’ambito dell’inchiesta. Proprio attraverso una provvista di questa cooperativa sarebbe stata pagata una fattura intestata a Coppola per presunte prestazioni legali, con il denaro che avrebbe seguito un percorso interno al sistema.
Il cuore del meccanismo corruttivo, secondo i verbali, riguarderebbe gli appalti per la refezione scolastica. L’imprenditore Michele De Angelis, titolare della Prisma, avrebbe concordato con il sindaco il versamento delle mazzette per mantenere i contratti. A fare da tramite, organizzando incontri riservati e curando i contatti, sarebbe stato Francesco Di Maio, giornalista e collaboratore del sindaco.
Di Maio racconta che, dopo le rassicurazioni ricevute da Coppola, De Angelis avrebbe simulato un incarico di guardiania alla cooperativa La Sorgente per le sedi della Prisma. I primi bonifici, tre versamenti da mille euro, sarebbero stati effettuati, prima che l’imprenditore interrompesse tutto per il timore che i suoi consulenti fiscali scoprissero il lavoro fittizio.
Sistema Sorrento, gli incarichi e le tensioni interne
Il racconto prosegue con uno scontro interno sul modo di proseguire i pagamenti mascherati. L’ipotesi di assumere un commercialista “di facciata” in Prisma per continuare a far transitare il denaro avrebbe creato frizioni. Coppola avrebbe indicato Vincenzo Sorrentino, all’epoca consigliere comunale, ma De Angelis si sarebbe opposto per evitare polemiche politiche.
A quel punto sarebbe emersa un’altra proposta: la nomina di De Angelis come amministratore delegato della Fondazione Sorrento. In questo modo, l’imprenditore avrebbe incassato un’indennità di 1.500 euro al mese da restituire in contanti al sindaco. Coppola, però, avrebbe spiegato che quell’incarico era destinato a un altro nome, individuato strategicamente per escluderlo da future competizioni elettorali. La scelta cadde poi su Mario Gargiulo.
Il capitolo del superbonus
Tra le rivelazioni più pesanti c’è anche quella relativa al superbonus. Secondo quanto riferito a Di Maio da M. S., un pregiudicato di Sorrento che si presentava come attivista della legalità, su una struttura pubblica – il complesso del Santa Maria delle Grazie – sarebbero stati ottenuti fondi per lavori mai eseguiti. Il denaro, sempre secondo questa versione, sarebbe stato diviso tra il sindaco Coppola, Gennaro Esposito e una terza persona.
Un racconto che aggiunge un ulteriore livello all’inchiesta, allargando il campo dalle tangenti sugli appalti a un presunto utilizzo fraudolento di fondi pubblici legati ai bonus edilizi.
Sistema Sorrento e la collaborazione di Di Maio
Il 23 luglio, alle 17.15, Francesco Di Maio si siede davanti al pm di Torre Annunziata Matteo De Micheli. È il momento in cui decide di collaborare. Nella sua deposizione mette insieme i diversi ruoli che ricopriva: amico dell’imprenditore, stretto collaboratore del sindaco, mediatore dei rapporti corruttivi e direttore di un settimanale locale.
Un intreccio che, secondo la Procura, gli avrebbe consentito di accumulare informazioni di primissimo piano, confidenze e segreti utili a ricostruire il funzionamento del Sistema Sorrento. Informazioni che diventano decisive per l’indagine.
Grazie all’interrogatorio e all’istanza presentata dal suo avvocato Alessandro Orsi, Di Maio ottiene dopo poche settimane la scarcerazione e la misura dei domiciliari fuori regione, con il parere favorevole del pm.
Il processo alle porte
Il 20 febbraio inizierà il processo che vede imputati Massimo Coppola e lo stesso Di Maio, arrestati in flagranza di reato il 20 maggio mentre, secondo l’accusa, stavano ricevendo una mazzetta dall’imprenditore De Angelis. Un processo destinato a fare luce su un sistema che, stando alle carte, non si basava su episodi isolati ma su un metodo consolidato.
Il Sistema Sorrento, così come emerge dagli atti, appare come una rete di relazioni personali, cooperative di comodo, incarichi simulati e flussi di denaro mascherati. Un meccanismo che ora passa al vaglio del tribunale e che potrebbe ridisegnare il racconto politico e amministrativo di un’intera stagione della città.

