Silvio Garattini è uno di quei nomi che, in Italia, tornano puntualmente ogni volta che si parla di farmaci, sanità pubblica, vaccini, prevenzione e scelte politiche in campo medico.
Per molti è il farmacologo che dice le cose come stanno. Per altri una voce scomoda, spesso controcorrente.
Di certo, è uno dei protagonisti assoluti della ricerca farmacologica italiana del secondo Novecento e anche del presente.
Ancora oggi, a quasi un secolo di vita, Silvio Garattini continua a intervenire nel dibattito pubblico con posizioni nette, spesso divisive, ma sempre ancorate a un’idea precisa di scienza: dati, metodo, responsabilità collettiva.
Mettiamo ordine. Chi è davvero Silvio Garattini, quanti anni ha, cosa ha fatto nella sua carriera e perché continua a far discutere.
Quanti anni ha Silvio Garattini e dove è nato
Silvio Angelo Garattini è nato il 12 novembre 1928 a Bergamo.
Oggi ha 97 anni.
Un dato che colpisce non solo per l’età, ma per la continuità della sua presenza pubblica. Garattini non è una figura celebrata e poi ritirata. Partecipa a trasmissioni televisive, rilascia interviste, scrive libri e articoli. E quando parla, raramente lo fa con toni concilianti.
La longevità, per lui, non è solo un fatto anagrafico. È anche una testimonianza coerente con ciò che sostiene da anni sul rapporto tra prevenzione, stile di vita e salute.
La formazione e i primi passi tra chimica e medicina
Il percorso di Silvio Garattini parte da una base tecnica. Da giovane è perito chimico, una formazione che segna profondamente il suo approccio scientifico.
Successivamente si laurea in Medicina e Chirurgia, unendo competenze cliniche a una solida preparazione chimico-farmacologica.
Dopo la laurea lavora all’Istituto di Farmacologia dell’Università di Milano, dove svolge attività di ricerca e insegnamento. È qui che matura una visione molto precisa della medicina: meno impressioni, più numeri. Meno slogan, più verifiche.
Garattini non nasce come divulgatore. È, prima di tutto, un uomo di laboratorio. Ed è questo che, negli anni, renderà il suo linguaggio spesso spigoloso nel confronto pubblico.
L’Istituto Mario Negri e la svolta della carriera
Il momento decisivo della carriera di Silvio Garattini arriva nei primi anni Sessanta.
Nel 1963 fonda a Milano l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”.
È una scelta che segna un’epoca. L’istituto nasce con un’impronta chiara: ricerca indipendente, attenzione agli effetti reali dei farmaci, distanza critica dall’industria quando necessario.
In un’Italia che stava costruendo la propria identità scientifica moderna, il Mario Negri diventa rapidamente un punto di riferimento.
Garattini è direttore dell’istituto fino a giugno 2018. Dal 1° luglio dello stesso anno ne diventa presidente.
Un dato che racconta molto: non è il fondatore che si è fatto da parte. È rimasto al centro del progetto per oltre mezzo secolo.
Pubblicazioni, libri e il peso scientifico di Garattini
I numeri della produzione scientifica di Silvio Garattini sono impressionanti.
Le stime parlano di oltre 13.000 pubblicazioni scientifiche tra articoli, contributi e studi, oltre a centinaia di volumi.
Ma il peso non sta solo nella quantità. Sta nell’impatto.
Garattini ha contribuito a costruire il modo in cui in Italia si valuta l’efficacia dei farmaci, si ragiona sull’accesso alle cure e si misura il rapporto tra ricerca, sanità pubblica e industria.
Negli anni ha firmato anche numerosi libri divulgativi dedicati a farmaci, prevenzione, invecchiamento, vaccini e sanità. Testi che mirano a portare il dibattito scientifico fuori dai laboratori, senza semplificarlo eccessivamente.
Silvio Garattini e le istituzioni: perché la sua voce conta
Un aspetto spesso poco raccontato riguarda il ruolo di Garattini nelle istituzioni.
Nel corso della sua carriera ha partecipato a commissioni, comitati e organismi nazionali e internazionali legati alla politica del farmaco e alle scelte sanitarie.
Il suo lavoro non si è limitato alla ricerca pura. Ha riguardato anche regole, autorizzazioni, criteri di rimborsabilità e valutazioni sull’immissione dei farmaci sul mercato.
È in questo passaggio tra scienza e decisione pubblica che Garattini diventa una figura scomoda. Quando il tema tocca l’interesse collettivo, tende a parlare in modo diretto. E a spostare il discorso dal singolo caso al sistema.
Le idee per cui è conosciuto oggi
Nel tempo, alcune posizioni sono diventate il marchio di fabbrica del pensiero di Silvio Garattini.
La prevenzione come prima vera cura
Garattini ripete spesso che i farmaci sono fondamentali, ma non possono essere l’unica risposta.
La prevenzione, per lui, è il vero investimento a lungo termine: stili di vita corretti, diagnosi precoci, politiche sanitarie coerenti.
Un concetto semplice, ma spesso trascurato in un sistema che tende a intervenire quando il problema è già esploso.
Farmaci sì, ma con valutazioni rigorose
Non è un oppositore dei farmaci. Al contrario.
Ma insiste su studi solidi, efficacia dimostrata e confronti reali tra benefici e rischi. Diffida delle scorciatoie e delle soluzioni miracolose.
La sua posizione è chiara: non tutto ciò che è disponibile sul mercato è automaticamente necessario.
La critica alla sanità guidata dal mercato
È il punto che genera più discussioni.
Garattini ha più volte espresso preoccupazione per una medicina sempre più influenzata da logiche commerciali. La salute, nella sua visione, non può essere trattata come un prodotto qualsiasi.
Questa critica, espressa spesso in modo netto, è uno dei motivi per cui viene ammirato da alcuni e contestato da altri.
Vita privata: ciò che si sa
Sulla vita privata, Silvio Garattini è sempre stato riservato.
Alcune ricostruzioni giornalistiche indicano che è stato sposato due volte e che dalla prima moglie avrebbe avuto cinque figli. Della seconda moglie si parla in modo più discreto.
Un dato resta chiaro: Garattini è una figura pubblica per ciò che rappresenta nel dibattito scientifico e sanitario, non per la sua vita personale.
Perché Silvio Garattini continua a far discutere
La risposta è semplice.
Silvio Garattini rappresenta un’idea di rigore che oggi è rara. In un’epoca di comunicazione veloce, semplificazioni e messaggi emotivi, continua a riportare tutto al metodo scientifico.
Cosa dicono i dati.
Cosa è dimostrato davvero.
Cosa conviene alla collettività, non solo al mercato.
Ed è per questo che, a 97 anni, Silvio Garattini resta una voce centrale. Non perché sia unanimemente condiviso. Ma perché costringe ancora tutti a fare i conti con le domande giuste.

