Signorini Corona, Medugno conferma tutto ai pm: tre ore di testimonianza sul presunto “sistema” del Grande Fratello

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Il caso Signorini Corona entra nella sua fase più delicata e strutturata, quella giudiziaria.
Non più soltanto dichiarazioni mediatiche, interviste, editoriali e scontri social. Ora sono i verbali, le testimonianze e le inchieste parallele a definire i contorni di una vicenda che rischia di avere conseguenze profonde sull’intero sistema televisivo italiano.

Medugno convocato come parte offesa

Antonio Medugno è stato convocato in Procura ed è stato ascoltato per oltre tre ore dal pubblico ministero Alessandro Gobbis e dall’aggiunto Letizia Mannella, nell’ambito dell’inchiesta per violenza sessuale ed estorsione che vede indagato Alfonso Signorini.

Medugno è stato sentito in qualità di parte offesa, all’interno di un fascicolo aperto anche grazie agli sviluppi dell’indagine per revenge porn nata dalla querela presentata da Signorini contro Fabrizio Corona.

Un incrocio giudiziario che lega in modo ormai indissolubile i due filoni investigativi.


Le accuse confermate davanti ai magistrati

Secondo quanto emerge, Antonio Medugno avrebbe confermato integralmente ai pm quanto già raccontato pubblicamente nel format Falsissimo, condotto da Corona su YouTube.

In particolare, l’ex gieffino avrebbe ribadito che:

  • tra il 2021 e il 2022 avrebbe subito avances non desiderate
  • gli sarebbe stato fatto intendere che “concedersi” avrebbe favorito l’ingresso nella Casa
  • l’accesso al Grande Fratello Vip 6 sarebbe stato condizionato da dinamiche che lui definisce oggi sbilanciate e pressanti

È proprio da qui che nasce l’espressione ormai centrale nel racconto mediatico: il presunto “sistema Signorini”.


“Non sta a me dire se esiste un sistema”

All’uscita dalla Procura, Medugno ha scelto una linea misurata ma ferma. Ha dichiarato di non voler essere lui a stabilire se esista o meno un sistema organizzato, spiegando che il suo compito è raccontare ciò che ha vissuto.

Ha ribadito di aver detto tutta la verità e di avere piena fiducia nella magistratura, aggiungendo una frase che pesa come un segnale:
non crede di rimanere solo e ritiene possibile che altre persone decidano di denunciare.


La vittimizzazione secondaria e il linciaggio social

Un aspetto centrale emerso dopo la testimonianza riguarda il clima mediatico che circonda Medugno.
La sua legale, Cristina Morrone, ha parlato apertamente di vittimizzazione secondaria, spiegando che il giovane sarebbe sottoposto a:

  • attacchi social
  • accuse di falsità
  • negazione pubblica della violenza denunciata

Secondo la difesa, si tratta di un vero linciaggio mediatico, particolarmente grave perché colpisce un uomo che denuncia una presunta violenza, alimentando un meccanismo che scoraggia altre possibili vittime.


Il ruolo di Clarissa Selassiè nella ricostruzione

Un altro elemento emerso riguarda Clarissa Selassiè, ex concorrente del Grande Fratello Vip.

Secondo la ricostruzione riportata anche da Repubblica, Medugno avrebbe messo a verbale che:

  • dopo aver respinto le avances, non sarebbe entrato subito nel programma
  • l’ingresso al Gf Vip 6 sarebbe avvenuto solo successivamente, da ripescato
  • il ripescaggio sarebbe arrivato dopo un incontro con Clarissa Selassiè, amica di Signorini

Questo passaggio è ora al vaglio degli inquirenti, che stanno valutando la coerenza temporale e i riscontri oggettivi delle dichiarazioni.


Due fascicoli, un’unica regia investigativa

La Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, sta lavorando su due fascicoli distinti ma intrecciati:

  1. Violenza sessuale ed estorsione, con Medugno parte offesa e Signorini indagato
  2. Revenge porn, con Corona indagato dopo la denuncia di Signorini

Proprio il sequestro di chat, foto e video nell’ambito del fascicolo sul revenge porn avrebbe creato le condizioni per l’emersione della denuncia di Medugno.


La posizione di Signorini

Alfonso Signorini, che si è autosospeso da Mediaset, si è già presentato spontaneamente in Procura nei giorni scorsi, respingendo tutte le accuse e dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti contestati.

La sua linea difensiva resta improntata alla:

  • negazione del presunto sistema
  • contestazione dell’attendibilità delle accuse
  • fiducia nell’esito delle indagini

Un caso che va oltre il gossip

Il caso Signorini Corona non è più soltanto una vicenda televisiva.
È diventato un caso giudiziario strutturato, che interroga:

  • il rapporto tra potere mediatico e aspiranti personaggi
  • le dinamiche di accesso ai grandi format televisivi
  • il tema, ancora poco esplorato, delle denunce maschili di violenza

Con Medugno ora ascoltato formalmente come parte offesa e con altri possibili testimoni all’orizzonte, l’inchiesta entra in una fase decisiva.

Il racconto pubblico è ancora frammentato.
Ma una cosa è certa: il “caso Signorini Corona” è ormai destinato a lasciare un segno profondo, qualunque sia l’esito giudiziario finale.