Il caso Signorini Corona entra in una fase ancora più delicata e potenzialmente esplosiva. Non più solo indagini, denunce e scontri mediatici, ma una chiamata in causa diretta dei giganti del web. Facebook, YouTube, Instagram, TikTok e Google finiscono ufficialmente nel mirino della difesa di Alfonso Signorini, accusati di aver consentito la diffusione di chat private e immagini personali di “provenienza illecita”, contribuendo – secondo i legali – a danneggiare in modo irreversibile onorabilità e reputazione del conduttore televisivo.
La lettera ai colossi del web: “Avete consentito gravi crimini”
In una lettera formalmente notificata, gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello si rivolgono direttamente ai big della rete con parole durissime.
Secondo la difesa, le piattaforme avrebbero consentito condotte criminose gravi amplificato gli effetti degli illeciti a dimensioni incommensurabili esercitato un controllo inesistente sui contenuti diffusi. Il risultato, scrivono i legali, è che l’immagine di Signorini sarebbe oggi:
“irrimediabilmente deturpata dall’illecita, ripetuta e artefatta diffusione di conversazioni e immagini attinenti alla sfera privata più intima e personale”.
Le accuse a Corona e il nodo della privacy
Al centro della richiesta di oscuramento c’è Fabrizio Corona, definito nella lettera un “noto pregiudicato”, accusato di aver diffuso materiali arbitrariamente e senza alcun titolo legittimo.
In particolare, la difesa contesta la messa in piazza di una presunta relazione privata tra Signorini e Antonio Medugno, risalente al 2021, attraverso: chat private
immagini personali video a contenuto sensibile.
Materiale che, secondo i legali, violerebbe apertamente le norme sulla tutela della privacy, mentre social e provider ne avrebbero tratto ricavi e profitti.
Nel mirino “Falsissimo” e YouTube
- Gli avvocati chiedono esplicitamente di bloccare e oscurare le puntate di “Falsissimo”, il format web di Corona diffuso su YouTube, ritenute contenere:
- fatti non provati
- dati sensibili
- materiali oggetto di indagine per revenge porn
Su questo fronte, la Procura di Milano ha già aperto un fascicolo affidato ai pm Alessandro Gobbis e Letizia Mannella.
Un punto chiave sottolineato dai legali: anche in caso di archiviazione dell’accusa di revenge porn, i contenuti resterebbero comunque illegali, perché violerebbero la privacy di Signorini. Di conseguenza, le piattaforme potrebbero essere ritenute responsabili per ricettazione di dati di provenienza illecita.
L’ipotesi di risarcimenti milionari
La partita non si ferma all’oscuramento.
Gli avvocati di Signorini stanno valutando una causa civile contro i colossi del web, con richieste di risarcimenti milionari, parametrati:
- alla fama
- al successo professionale
- al ruolo pubblico del conduttore
L’avvocato Missaglia si occuperebbe in particolare del danno reputazionale e biologico, valutando azioni non solo contro Corona, ma anche contro tutti coloro che avrebbero fatto da cassa di risonanza.
Lo scontro tra difese: Aiello contro Morrone
Nel frattempo, il fronte legale si allarga ulteriormente.
L’avvocato Domenico Aiello finisce nel mirino della collega Cristina Morrone, che assiste Medugno insieme all’avvocato Giuseppe Pipicella.
Il motivo sono alcune dichiarazioni rilasciate da Aiello al Corriere della Sera, in cui avrebbe messo in dubbio la veridicità della querela presentata da Medugno. Per la difesa dell’ex gieffino, quelle affermazioni sarebbero:
“di una gravità inaudita, diffamatorie e idonee a screditare una presunta vittima di violenza sessuale”.
Gli avvocati di Medugno parlano apertamente di ulteriore vittimizzazione, sottolineando che nessuna strategia difensiva può giustificare attacchi personali di questo tipo.
Medugno: “Non sono mai andato a letto con Signorini”
Antonio Medugno, che ha denunciato Signorini per violenza sessuale ed estorsione, ha ribadito più volte:
“Non sono mai andato a letto con Alfonso Signorini”.
L’ex concorrente del Grande Fratello si dice pronto a tutelare la propria onorabilità e ad attendere con serenità l’esito delle indagini.
Una guerra totale nel caso Signorini Corona
Il caso Signorini Corona non è più soltanto una vicenda giudiziaria.
È diventato uno scontro sistemico che coinvolge:
- magistratura
- avvocati
- media
- piattaforme digitali
- opinione pubblica
Da una parte, chi chiede silenzio, tutela della privacy e rispetto delle regole.
Dall’altra, chi rivendica il diritto di raccontare e pubblicare.
Ora, però, la partita si gioca su un terreno nuovo:
quello della responsabilità dei social.
E le conseguenze, questa volta, potrebbero essere enormi.

