Il caso Signorini Corona si allarga ancora e cambia prospettiva. Non più solo un conflitto personale, non solo uno scontro mediatico o giudiziario. Nella narrazione di Fabrizio Corona, emersa durante l’intervista a Lo stato delle cose condotta da Massimo Giletti, il bersaglio si sposta più in alto.
La domanda che apre il confronto è tutt’altro che neutra: il vero obiettivo di Corona è Alfonso Signorini o Marina Berlusconi?
“Di Signorini non mi frega niente”
La risposta di Corona è brutale, senza mediazioni. Davanti alle telecamere Rai, chiarisce che Signorini non è il centro della sua offensiva, affermando che non lo ha attaccato per un conto personale e che “di Signorini non me ne frega niente”.
Secondo la sua ricostruzione, il conduttore del Grande Fratello rappresenterebbe soltanto un ingranaggio, per quanto rilevante, di un sistema molto più ampio.
Corona spiega infatti di aver colpito “l’elemento più importante del sistema della comunicazione, l’uomo più importante di Mediaset”, indicando implicitamente Signorini come simbolo di un modello di potere, non come fine ultimo.
Il vero bersaglio: Marina Berlusconi
È qui che il racconto cambia passo.
Alla domanda se attaccare Mediaset significhi attaccare politicamente la famiglia Berlusconi, Corona risponde senza esitazioni in senso affermativo. E aggiunge un elemento destinato a far discutere: secondo lui, non sarebbe Pier Silvio Berlusconi a coltivare ambizioni politiche, ma Marina Berlusconi.
Corona sostiene di aver già dato quella notizia e lega direttamente questo scenario al caso Signorini Corona, spiegando che “nel momento in cui Marina Berlusconi scende in politica, bisogna raccontare anche il sistema Signorini”. Una frase che sposta definitivamente la vicenda dal piano dello spettacolo a quello politico-mediatico.
Nessuna regia occulta, ma il rischio è reale
Nel corso dell’intervista, Corona respinge l’idea di essere manovrato da qualcuno o di agire per conto di una regia occulta interessata a bloccare l’ascesa di Marina Berlusconi. Rivendica l’autonomia delle sue scelte, ma ammette apertamente di avere paura.
Spiega che raccontare certe verità comporta rischi seri e confessa di temere che questa vicenda possa ritorcersi contro di lui. Una paura che non lo ferma, ma che rende evidente la consapevolezza del terreno su cui sta camminando.
“Non mi fermo: in arrivo altre denunce”
Nel finale dell’intervista, Corona rilancia ancora. Annuncia che il suo racconto non è concluso e che ci sarebbe una seconda denuncia già pronta, oltre ad altre due persone intenzionate a esporsi. Un’affermazione che lascia intendere nuovi sviluppi giudiziari e mediatici nel caso Signorini Corona.
Un caso che supera Signorini
Le parole pronunciate a Lo stato delle cose segnano un punto di svolta.
Nella versione di Corona, Signorini non è più il centro del racconto, ma il varco attraverso cui entrare in un discorso più ampio sul potere mediatico, su Mediaset e sul possibile futuro politico della famiglia Berlusconi.
Che si condivida o meno questa lettura, una cosa è certa: il caso Signorini Corona non è più confinabile al gossip o alla cronaca giudiziaria. Sta diventando una storia che intreccia televisione, potere, comunicazione e politica, con conseguenze ancora difficili da prevedere.
E, come spesso accade in queste vicende, il capitolo più delicato potrebbe essere proprio quello che deve ancora essere scritto.

