Nuova stangata in arrivo per i fumatori: dal 1° gennaio 2026 scatterà un nuovo aumento sul prezzo delle sigarette. La misura sarà inserita nella prossima Legge di Bilancio, che conterrà un piano pluriennale di rialzo delle accise sui prodotti del tabacco, in linea con le richieste dell’Unione europea.
Secondo le stime emerse, i rincari saranno graduali ma costanti: fino a 1,50 euro in più a pacchetto nel triennio 2026-2028.
Un gettito da 15 miliardi l’anno
L’obiettivo del Governo è duplice: da un lato allinearsi alle nuove direttive comunitarie sulle accise, dall’altro assicurarsi un gettito fiscale stabile, che oggi vale circa 15 miliardi di euro l’anno. La previsione di aumenti distribuiti in più anni consente allo Stato di programmare entrate certe, ma inevitabilmente peserà sulle tasche dei fumatori.
Non dovrebbero subire rincari significativi, invece, i prodotti senza combustione e le sigarette elettroniche, il cui prezzo potrebbe variare soltanto di pochi centesimi.
Il comparto del fumo in Italia è in piena trasformazione. Secondo il Rapporto 2025 di Logista e Fondazione Tor Vergata, i prodotti tradizionali – sigarette, sigari e tabacco trinciato – rappresentano ancora l’80% del mercato. Ma i consumi si stanno spostando: la quota dei prodotti a tabacco riscaldato e senza combustione è quadruplicata, passando dal 4% del 2019 al 18% nel 2024.
Un cambiamento che riflette sia l’innovazione tecnologica sia le nuove sensibilità legate alla salute pubblica.
Il nodo resta sempre lo stesso: come conciliare salute, economia e innovazione. In Italia operano circa 60.000 tabaccai, veri e propri presidi sociali distribuiti sul territorio.
Il Ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha ribadito la linea del Governo:
“L’Italia è all’avanguardia grazie alla normativa che dal 2015 distingue i prodotti tradizionali da quelli innovativi. Il nostro obiettivo è un quadro regolatorio equilibrato, che continui a sostenere il settore nel rispetto della salute e della legalità”.
Quanto costerà fumare nel 2026
Se le proiezioni comunitarie saranno confermate, l’accisa passerà da 90 a 215 euro per 1.000 sigarette, con un impatto diretto sui prezzi al consumo. Per i fumatori italiani significa, già da gennaio, circa 50 centesimi in più a pacchetto, con aumenti progressivi che potrebbero superare l’euro entro il 2028.

