Sicurezza, gli italiani bocciano il Governo
La promessa di un Paese più sicuro non convince la maggioranza degli italiani. A tre anni dall’insediamento del governo guidato da Giorgia Meloni, oltre metà della popolazione ritiene che la situazione della sicurezza sia peggiorata. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Izi, società specializzata in analisi economiche e politiche, presentato questa mattina durante la trasmissione L’Aria che Tira, condotta da David Parenzo su La7.
Alla domanda sulla gestione della sicurezza nel corso dell’attuale legislatura, il 55% degli intervistati, senza distinzione di appartenenza politica, esprime un giudizio negativo, sostenendo che le condizioni siano peggiorate. Solo il 12% degli italiani dichiara di sentirsi più sicuro con la destra al governo, un dato che segnala una distanza netta tra le promesse elettorali e la percezione diffusa nel Paese.
Il dato appare significativo anche se si guarda all’interno dello stesso elettorato di maggioranza. Tra chi vota i partiti che sostengono il governo, il 65% ritiene che la situazione della sicurezza sia rimasta invariata o sia peggiorata, mentre soltanto il 35% afferma di percepire un miglioramento. Una frattura che indebolisce uno dei temi centrali della narrazione politica dell’esecutivo.
Ancora più netto il giudizio degli elettori di centrosinistra. Quasi il 70% boccia senza appello l’operato del governo sul fronte della sicurezza, rafforzando l’idea di un consenso trasversale sul fallimento dell’obiettivo securitario annunciato dall’attuale maggioranza.
Secondo il sondaggio, le cause principali del senso di insicurezza non sono legate esclusivamente alla criminalità, ma affondano le radici in problemi strutturali. Le difficoltà economiche e la disoccupazione vengono indicate come fattori determinanti, insieme alla gestione dell’immigrazione, considerata da molti inefficace e fonte di tensioni sociali.
Sul fronte dei reati, le paure degli italiani si concentrano soprattutto su furti e rapine, che preoccupano l’82% degli intervistati. Seguono omicidi e femminicidi, indicati dal 65%, le violenze sessuali con il 47% e le truffe, che allarmano il 45% della popolazione. In crescita anche l’attenzione verso i reati commessi da minori, una preoccupazione segnalata dal 24% degli italiani, segno di un disagio sociale che coinvolge fasce sempre più giovani.
Il quadro che emerge dal sondaggio Izi restituisce l’immagine di un Paese che non percepisce un miglioramento concreto sul tema della sicurezza, nonostante le misure annunciate e il forte accento politico posto dal governo. Un segnale che rischia di pesare nel dibattito pubblico e nelle future dinamiche di consenso.

