La 7ª giornata di Serie A 2025-26 rischia di entrare nella storia, ma dal lato sbagliato. Dopo nove partite disputate, sono appena nove i gol realizzati complessivamente: una media di una rete a gara, la più bassa degli ultimi vent’anni. All’appello manca soltanto Cremonese-Udinese, in programma questa sera allo “Zini”. Per evitare un nuovo primato negativo serviranno almeno quattro reti nel posticipo.
Il record “storico” di povertà realizzativa appartiene infatti a tre giornate del passato recente: la 9ª del campionato 2010-2011, la 32ª del 2017-2018 e la 2ª della stagione 2022-2023, chiuse tutte con 13 gol complessivi. Un dato che, già di per sé, racconta quanto sia raro per la Serie A scendere sotto quella soglia.
Il dato statistico, però, non è soltanto una curiosità numerica. La giornata appena trascorsa ha confermato una tendenza che attraversa l’intero avvio di stagione: squadre corte, reparti difensivi solidi e attacchi spesso bloccati. Le big faticano a concretizzare e i gol arrivano con il contagocce, tra VAR, rigori sbagliati e pali colpiti.
Nelle nove gare fin qui giocate si contano ben 14 legni e cinque partite terminate 0-0 — numeri che evidenziano una Serie A sempre più tattica e sempre meno spettacolare.
A questo spettacolo ingeneroso offerto dalle squadre sommiamo anche quello indegno degli arbitri, sempre più prede della tecnologia, quasi come fossero una metafora della vita fuori dal campo. A inizio stagione Rocchi aveva promesso un’attenzione maggiore verso le simulazioni e le accentuazioni “fantasiose” di contatti: ieri sera invece abbiamo assistito a una chiamata all’OFR per un tocchettino sul collo di Santi Gimenez, finito in terra a rantolare come in preda a convulsioni. Siamo alla moviola in campo e non va bene.
Per non parlare dell’utilizzo del Var in Serie B, dove le poche telecamere e la bassa qualità delle immagini servono più a far sorgere dubbi e ad alimentare polemiche piuttosto che a spegnerle; soprassiedo almeno per ora alla pagliacciata del Var a chiamata in Serie C.
Facendo quindi un rapido riepilogo: le nostre squadre offrono uno spettacolo indegno in campo, causando anche il crollo delle azioni delle aziende che producono sonniferi; gli arbitri sono ormai allo sbando, non hanno una linea da seguire ed è tutto lasciato all’interpretazione di chi siede al Var; Serie C e Serie D sono campionati che non esistono, costruiti su un castello di shangai; non andiamo al Mondiale dal 2014 e l’ultima volta che ci siamo andati siamo usciti ai gironi; non abbiamo formatori nei settori giovanili; gli scout prendono tangenti per far entrare i ragazzi nelle accademy; scandali plusvalenze fittizie etc.
Alla luce di tutto ciò però, ehi, “La pirateria uccide il calcio” e l’unica cosa che ci viene in mente è di giocare Milan-Como in Australia per intascare 12 milioni.

