Si presentano come i ‘guaglioni di Barra’ e tentano di estorcere tangenti: arrestati

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Arrestati in flagranza con l’accusa di tentata estorsione, continuata ed  aggravata dal metodo mafioso. Nella tarda mattinata di ieri sono scattate le manette ai polsi per Enrico Veneruso, 55 anni, ed  Emanuele De Simone, 19enne.

Lo scorso 24 ottobre, nell’ambito di un’articolata indagine tesa al contrasto delle estorsioni in danno delle imprese edili, gli agenti della sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile, risalivano ad un tentativo di estorsione a danno del titolare di un’impresa, incaricata dei lavori di ristrutturazione di un edificio nel quartiere Barra.

Veneruso e De Simone, infatti, il 23 ottobre, entrati nel cantiere ed appreso dell’assenza del titolare, si erano così rivolti agli operai:  «Dincell ò mast che so venuti i guaglioni di Barra”, e poi, ancora: «Ora lavorate in grazia di Dio tutta la settimana, martedì è festa, mercoledì è mezza festa, ci vediamo giovedì-venerdì».

Decisiva l’attività di indagine espletata proprio all’interno del cantiere, con alcuni agenti infiltrati tra gli operai.

Nella tarda mattinata di ieri i due, giunti in prossimità del cantiere a bordo di uno scooter, si sono rivolti proprio ad un agente, presentatosi quale titolare della ditta esecutrice dei lavori, formulandogli una richiesta di danaro a titolo di tangente estorsiva per i carcerati.

Immediata la reazione degli agenti della Squadra Mobile, che hanno arrestato in flagranza i due.

Veneruso, in passato contiguo al clan camorristico Cuccaro/Aprea, risulta gravato da precedenti penali e di polizia per associazione di stampo mafioso, omicidio e tentato omicidio, estorsione e rapina, mentre De Simone registra solo precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.

I due sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Poggioreale.