L’ex assessore replica al sindaco di Pagani, respingendo le accuse e chiarendo le motivazioni delle sue dimissioni.
di Marco Visconti
L’ex leghista, ora in Forza Italia, Accusa l’amministrazione di incoerenza politica e rivendica il percorso compiuto all’interno della coalizione.L’unica verità in questa vicenda – spiega Sessa – anche se parziale, è che il sindaco mi ha chiesto di dimettermi. Tutto il resto è una narrazione costruita per confondere i cittadini e mascherare la realtà.Non c’è stato alcun attacco, solo il racconto dei fatti. Se davvero il sindaco si riconosce nel centrodestra, avrebbe dovuto sostenere la mia candidatura con Forza Italia. Invece, questa amministrazione ha più volte appoggiato candidati del centrosinistra, alle regionali con il Psi, alle provinciali con il Pd e, probabilmente, lo farà ancora.Si afferma che rappresentassi solo me stesso: falso. Ho guidato una lista che ha eletto due consiglieri e il mio ruolo politico non si è mai limitato a una delega”.
Ho costruito – spiega Sessa – con il sangue del mio impegno, un percorso fatto di presenza, ascolto e risultati concreti, dentro e fuori dall’amministrazione. Alcuni consiglieri, oggi “sorpresi”, avevano attivato contatti proprio con Forza Italia. La coerenza, evidentemente, non appartiene a tutti.Mi sono dimesso con largo anticipo rispetto alla presentazione delle liste, prevista per fine ottobre, proprio per dimostrare che non sono legato alla poltrona, ma al popolo. La mia scelta è stata limpida, rispettosa, coerente. E questo dovrebbe bastare”.
“Inoltre – prosegue Sessa – prima delle mie dimissioni, avevano già preso le distanze da questa amministrazione altre due liste civiche che l’avevano sostenuta: “Civicamente” e “Orizzonte Comune”. Quindi forse il problema non è Pietro Sessa, ma qualcosa di molto più serio che riguarda la direzione di governo e la capacità di ascolto.Infine, a chi cerca di riscrivere i fatti, ricordo con rispetto: le bugie non si addicono a chi si professa cattolico. Come ama ripetere proprio il sindaco, Dio sa. E, presto, saprà anche il popolo”.

